Europol lancia l'allarme: la 'ndrangheta guida il narcotraffico globale con reti internazionali e tecnologie avanzate
Il nuovo rapporto dell'agenzia europea fotografa un crimine organizzato sempre più flessibile, transnazionale e digitale. Le cosche calabresi vengono indicate tra i principali protagonisti delle rotte della cocaina
La criminalità organizzata europea ha cambiato volto. Non è più strutturata secondo modelli rigidi e gerarchici, ma si sviluppa attraverso reti internazionali che collaborano tra loro, condividono servizi e sfruttano le nuove tecnologie per ampliare i propri affari. È il quadro delineato da Europol nel rapporto The Blueprint of Criminal Opportunism, che individua nella 'ndrangheta uno degli attori più influenti nel traffico mondiale di cocaina.
Secondo il dossier, le organizzazioni criminali calabresi hanno consolidato negli anni una posizione di primo piano nella gestione del narcotraffico internazionale grazie alla capacità di stringere accordi con gruppi attivi in America Latina e nei Balcani. L'obiettivo è controllare la filiera della cocaina, dall'approvvigionamento nei Paesi produttori fino alla distribuzione nei mercati europei, riducendo al minimo l'esposizione diretta attraverso una rete di intermediari e alleati operativi.
Imprese di copertura e riciclaggio
Il rapporto evidenzia come la forza delle moderne organizzazioni criminali non risieda soltanto nella disponibilità di armi o nella capacità intimidatoria, ma soprattutto nella gestione dei flussi finanziari. La maggior parte delle reti monitorate utilizza infatti società apparentemente lecite per occultare capitali illeciti, riciclare denaro e reinvestire i profitti nell'economia legale.
Per Europol questo modello rende sempre più difficile distinguere le attività criminali da quelle imprenditoriali, favorendo infiltrazioni nei settori della logistica, dei trasporti, del commercio internazionale e della finanza.
Il crimine corre sul digitale
L'analisi dedica ampio spazio anche all'evoluzione tecnologica delle organizzazioni mafiose. Le comunicazioni criptate, le criptovalute, le piattaforme digitali e l'intelligenza artificiale vengono descritte come strumenti ormai centrali per pianificare traffici illeciti, organizzare frodi e riciclare denaro.
Secondo Europol, l'accesso a tecnologie sempre più sofisticate consente anche a gruppi di dimensioni ridotte di condurre attacchi informatici, campagne di phishing e truffe su scala internazionale, abbattendo costi e rischi operativi.
Organizzazioni capaci di rigenerarsi
Uno degli aspetti più significativi del rapporto riguarda la straordinaria capacità di adattamento delle reti criminali. Le strutture, sottolinea Europol, sono sempre meno legate a un unico vertice decisionale e operano attraverso cellule autonome che continuano a funzionare anche quando vengono colpiti i livelli apicali.
Nel solo 2024 molte organizzazioni monitorate sono state smantellate o profondamente riorganizzate, ma centinaia di nuove reti hanno rapidamente preso il loro posto, dimostrando una capacità di rigenerazione che rende insufficiente il solo contrasto repressivo.
La sfida per l'Europa
Per l'agenzia europea il contrasto alla criminalità organizzata richiede un cambio di paradigma. Accanto alle tradizionali attività investigative sarà necessario rafforzare la cooperazione internazionale, armonizzare le normative antiriciclaggio, investire nelle nuove tecnologie e anticipare le modalità con cui le organizzazioni criminali potrebbero sfruttare innovazioni finanziarie e digitali.
Il rapporto conclude che la lotta alle mafie non può più essere affidata esclusivamente all'azione delle forze di polizia e della magistratura. Serve una strategia condivisa che coinvolga istituzioni, settore privato, mondo della ricerca e società civile, con l'obiettivo di ridurre gli spazi di infiltrazione nell'economia legale e rafforzare la resilienza dei sistemi democratici di fronte a una criminalità sempre più globale, flessibile e tecnologicamente evoluta.
