La dottoressa Maria Grazia Arena e Katia Coloca
La dottoressa Maria Grazia Arena e Katia Coloca

“Ti cade il mondo addosso, ma è lo stesso mondo che ti rialza”; una frase, questa, che nasce da un cammino di amore per la vita e che si riflette in tante altre esistenze, accomunate da quel percorso terapeutico e complesso che ogni malato oncologico si trova ad affrontare, ma dove c’è anche qualcosa di più e di emozionante. Si tratta del motto che è associato al lodevole progetto della paziente vibonese Katia Coloca. Nota anche per i suoi accorati appelli, diffusi in nome del diritto alle cure, Katia ha concepito un’iniziativa senza scopo di lucro, ispirata alla sua personale esperienza di vita e rivolta con empatia a tutti i pazienti oncologici.

«Io, nel mio piccolo, – dichiara Katia – anche se non sono una psicologa voglio esserci perché penso che il vissuto sulla propria pelle è la testimonianza più reale. Tendo sempre ad avvicinarmi alle persone sofferenti, perché riconosco oltre al dolore fisico la stessa mia paura guardando i loro occhi».
Da questo amorevole bisogno, la paziente ha creato delle piccole brochure con frasi e parole che possono dare forza e coraggio, nonché scritte con il cuore. Oltre alla carta stampata, oltre alla grafica scelta, c’è un lavoro che si traduce in un tenero e sensibile obiettivo: fare in modo che queste parole arrivano nelle mani di tante persone sofferenti e nei vari reparti sanitari di Oncologia.

Le brochure già consegnate al reparto di Oncologia di Tropea
La prima tappa del progetto, nello specifico, è stato il reparto di Oncologia dell’ospedale di Tropea. Oltre a distribuire le brochure per i pazienti, Katia Coloca è stata accolta subito con affetto dal primario del reparto, la dottoressa Maria Grazia Arena, oltre che dalle infermiere e da tutto il personale sanitario. La dottoressa Maria Grazia Arena ha poi espresso un pensiero per i pazienti ed ha affermato: «Per me l’oncologia ha costituito tante cose diverse: la curiosità scientifica e la curiosità verso le persone di qualsiasi età, soprattutto e anche per gli anziani. Le storie della vita, non solo le storie oncologiche».
«Il primo valore – ha aggiunto il primario – è che un paziente non si deve sentire soltanto un paziente, ma una persona. È in una fase particolare della sua vita. E quando in quel momento è particolarmente fragile perché sta perdendo la cosa più importante, cioè la salute, va sostenuto e incoraggiato per come è possibile e sempre con tanto amore».
Il primario ha poi elogiato il valore umano delle brochure. «Questo progetto – ha sottolineato – è importante perché arriva da una persona che ha fatto un’esperienza e che ha in corso un’esperienza. Quindi, – ha concluso – è una testimonianza che si può stare bene, che si può guarire, che si può vivere e che si possono portare avanti progetti».
Arrivato il sostegno spontaneo di enti e cittadini
La stampa delle brochure, in particolare, ha ottenuto e sta registrando il sostegno spontaneo di vari enti, associazioni, imprenditori e cittadini. Nel frattempo, tra le tante dediche arrivate a Katia, c’è stata anche quella di una bambina che lei conosce molto bene, sua figlia Alessia. Quest’ultima, come segno di gratitudine, ha realizzato un bellissimo disegno per la paziente vibonese, oltre a scrivere queste tenere parole: “Sei il mio cuore, il mio sole, la mia luce, la mai nuvola, il mio cielo, la mia casa, il mio universo”. Frasi che confermano uno scambio umano tra speranza e parole.
All’uscita dal nosocomio di Tropea, Katia ha dichiarato con emozione: «Oggi è una giornata importante. Finalmente ho iniziato a realizzare il mio desiderio grazie alle istituzioni, agli imprenditori, alle persone comuni. È stato davvero emozionante. Grazie mille al primario del reparto di Oncologia, la dottoressa Maria Grazia Arena, per avermi accolta con molto affetto, alle infermiere e agli operatori sanitari. Ringrazio tutti loro. Spero che questa mia iniziativa faccia veramente bene al cuore di tutti i pazienti, spero di essere vicina il più possibile a loro e di dare un piccolo sollievo, magari mentre stanno su quelle poltrone che io conosco molto bene, dove fare terapia fa veramente male. Sono felice. Abbiamo iniziato da Tropea e finalmente ci avvieremo verso l’ospedale di Locri prossimamente, ma anche di seguito in altri reparti oncologici».
I ringraziamenti di Katia Coloca
«Per la realizzazione di questo nobile progetto – ha aggiunto la paziente – desidero ringraziare chi lo ha finanziato: il Comune di Jonadi nella persona del sindaco Fabio Signoretta, Daniela Primerano, Michele Carioti, Tina Schipano, Pasquale Scordamaglia, Rosella Carnovale, Rita Lo Bianco, Simona Fortunato, Anna Carnovale, Attilio Fiorillo, ma anche Giuseppe Papaianni della tipografia Paperbit, Maria Baldo della tipografia Print Service, Mimmo Baldo della tipografia Tecno Graphics di Vena di Jonadi ed Aurora per il gran lavoro e per la pazienza. Grazie al direttore dell’ospedale di Vibo, Ilario Lazzaro, per aver reso possibile l’incontro a Tropea».