Operazione "Laqueo", Modesto si difende: "Io vittima di una vendetta"
L'ex calciatore arrestato con l'accusa di usura aggravata risponde alla domande del gip e respinge tutte le accuse formulate nei suoi confronti dalla Dda di Catanzaro
Ha risposto alle domande e ha respinto le accuse. Francesco Modesto si difende, ma stavolta non dovrà farlo sui campi di calcio, ma in un'aula di tribunale. Per il momento lo ha fatto in carcere nel corso dell'interrogatorio di garanzia davanti al gip Carlo Saverio Ferraro. E al giudice il giocatore avrebbe riferito di essere vittima di una vendetta da parte del pentito Roberto Violetta Calabrese, il suo grande accusatore, più volte denunciato in passato.
‘Ndrangheta, operazione “Laqueo”: il conto corrente di Modesto “bacinella” dell’usura
"Francesco - hanno dichiarato gli avvocati che lo difendono - ha risposto alle domande del giudice e si è difeso dalle accuse che gli vengono formulate dalla Dda di Catanzaro". Da due giorni Modesto si trova recluso nel carcere di Cosenza con l'accusa di usura aggravata dal metodo mafioso. Secondo l’accusa parte dei soldi che sarebbero stati usati per un prestito usuraio proverrebbero da un conto corrente del calciatore. "Un conto – precisa i legali – sul quale ha la procura il cognato di Modesto che non figura tra gli indagati. Inoltre Modesto ha ribadito di non conoscere l”imprenditore al quale è stato fatto il prestito oggetto dell’inchiesta”.
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