E' tornata in libertà Mariuccia Franza, la sessantenne arrestata lo scorso 6 febbraio a Vibo Valentia nell'ambito dell'operazione Calimero. I giudici del Tribunale del Riesame di Catanzaro hanno accolto l'istanza presentata dal suo legale, l'avvocato Francesco Muzzopappa. La donna è accusata di aver buttato dalla finestra droga per evitare che venisse incastrato il figlio Giuseppe Fortuna di 33 anni. 

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Le indagini. Tutto è partito dal danneggiamento di un mezzo dell’Ased, la ditta che fino a qualche mese fa si occupava della raccolta dei rifiuti a Vibo Valentia. Un episodio che risale allo scorso 21 aprile. Da quell’attività di indagine, avviata dai carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia guidata dal capitano Piermarco Borettaz, unitamente ai colleghi del Nucleo operativo radiomobile diretto dal maresciallo Francesco Panei e dai militari della Stazione coordinati dal luogotenente Cosimo Sframeli, gli investigatori si sono messi sulle tracce dei fratelli Francesco Umberto e Giuseppe Ionadi imbattendosi in una serie di episodi di spaccio con al centro la figura di Giuseppe Fortuna, già arrestato nello scorso mese di luglio. 

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I riscontri dei militari. Le indagini condotte dai carabinieri mediante l’utilizzo di video, intercettazioni telefoniche e ambientali, avvistamenti e pedinamenti, hanno consentito di svelare una fitta rete di spaccio nella città capoluogo. Secondo i riscontri dei militari, a gestirla era principalmente Giuseppe Fortuna che aveva trasformato la propria dimora, sita nel quartiere Cancello Rosso, nel centro nevralgico dell’attività illecita. I carabinieri hanno annotato ogni singolo movimento, documentato lo smercio della sostanza stupefacente, identificato i fornitori, gli spacciatori e gli stessi assuntori, tra questi anche ragazzini non ancora diciottenni che pagavano tra i 10 e i 20 euro a dose. Documentata tutta l’attività, nella notte i carabinieri della Compagnia di Vibo, unitamente a quelli del Norm, hanno fatto scattare il blitz che ha portato all’arresto delle otto persone.