​Un drammatico episodio si è consumato ieri a Sera San Bruno, intorno alle ore 13:00, nel pieno centro cittadino, riaccendendo i riflettori sulla gravissima carenza di mezzi di soccorso sul territorio. A seguito di un incidente, una persona è rimasta riversa sull'asfalto per oltre mezz'ora, assistita soltanto dalla solidarietà dei passanti nell'attesa disperata di un’ambulanza che, stando alle risposte della centrale operativa, semplicemente non c'era.
​Sulla vicenda è intervenuto duramente Rocco Larizza, esponente del Comitato San Bruno, che ha descritto i contorni di una situazione ormai fuori controllo e ha lanciato un pesante atto d'accusa contro i vertici politici e istituzionali.
​"La situazione a livello sanitario peggiora ogni giorno di più nella nostra zona, ieri si è verificato un incidente intorno alle 13 in pieno centro, la persona è rimasta a terra per più di 30 minuti soccorsa dai passanti, chi ha chiamato il soccorso si è sentito dire al momento non ci sono ambulanze in zona la prima disponibile è a Palmi a circa un' ora dal punto dell' incidente", spiega Larizza, evidenziando il paradosso di un territorio sguarnito di presidi d'emergenza fondamentali.
​A evitare il peggio, stando a quanto denunciato, è stata solo una fortunata coincidenza:
​"Qualcuno ha chiamato i carabinieri e fortunatamente per una serie di coincidenze un ambulanza privata che stazionava davanti al nostro presidio dalla mattina presto per via dei lavori alla centrale elettrica è stata fatta intervenire".
​Il quadro delineato da Larizza non si ferma alla cronaca del singolo incidente, ma investe direttamente la gestione politica della sanità calabrese, chiamando in causa il presidente della Regione Roberto Occhiuto: ​"Come dico sempre giocano con le nostre vite, e purtroppo chi ci dovrebbe tutelare non spende neanche una parola. Lo stesso Occhiuto davanti a questa catastrofe non interviene, continua a portare avanti questo progetto sapendo che in queste condizioni qualcuno rischia seriamente di lasciarci la pelle. Spero che presto si corra ai ripari o seriamente si rischia di passare una brutta estate".
​Larizza frena anche i facili entusiasmi legati alle narrazioni ufficiali sulla fine della gestione commissariale, parlando di uno stallo burocratico ed economico che si riflette sulla pelle dei cittadini:
​"Non sono positive le notizie che arrivano da Roma dove da oltre 2 mesi stanno vagliando le carte per fare cessare il commissariamento della sanità in Calabria, perché per adesso siamo usciti solo negli annunci fatti dai nostri politici sui media, nella realtà purtroppo siamo bloccati e a quanto pare tante procedure e tanti conti non vanno bene".
​Il finale si trasforma in un appello alla mobilitazione collettiva e in una durissima riflessione sulla percezione di impunità che avvolgerebbe la catena di comando burocratica della provincia:
​"Mi appello a voi cari amici non continuiamo a fare finta di niente prendiamo posizione tutti insieme difendiamo il nostro diritto alla salute, anche perché nella nostra terra, soprattutto nella nostra provincia la magistratura non opera come dovrebbe e quindi ogni funzionario o capo dipartimento agisce come vuole sa benissimo che nessuno legalmente parlando alla fine gli chiede il conto".