Diplomi venduti nel Vibonese, continuano gli interrogatori: sentite centinaia di persone
Non si ferma l'attività dei carabinieri di Vibo Valentia, coordinati dalla Procura vibonese, in merito all'inchiesta "Diacono" che ha fatto luce su quelli che potrebbero essere circa 20-30mila attestati di vario genere - tra cui lauree triennali e i 24 Cfu per l’insegnamento - che sarebbero stati venduti anche per 2mila euro all'interno del mondo delle scuole private, tra cui l'accademia Fidia di Stefanaconi. Nel corso della conferenza stampa di ieri, in merito a un'altra inchiesta che ha portato a 6 arresti, il procuratore Camillo Falvo ha infatti ringraziato il Comando provinciale dei carabinieri per l'enorme lavoro che sta svolgendo, tra cui, appunto, le centinaia e centinaia di audizioni per risalire a tutti i soggetti coinvolti nella compravendita di diplomi.
Si tratta, ha spiegato Falvo, di interrogatori di persone che hanno conseguito gli attestati all'interno delle scuole private coinvolte nell'inchiesta. Si cerca infatti di capire se, per i vari diplomi emessi, siano stati effettivamente seguiti i corsi o se, viceversa, ci siano state delle vere e proprie "vendite" illecite.
Non si ferma quindi l'incessante attività della Procura di Vibo che, tramite tutte le forze dell'ordine, sta cercando di riportare la legalità nel territorio vibonese e anche di abbattere - ha spiegato Falvo - "il triste primato della provincia con il più alto tasso di crimine violenti". Per questa ragione si sta puntando molto sul sequestro di armi clandestine e i rastrellamenti. "Vogliamo abbattere questo triste primato - spiega il procuratore - e forse ci stiamo riuscendo".
