Presentato nell'ambito dell'iniziativa lo studio di settore del primario dell'ospedale "Jazzolino", che fotografa lo stato delle neuroscienze in Italia

I numeri si sostituiscono alle persone, in un contesto in cui le esigenze di bilancio addirittura superano i bisogni dell'assistenza sanitaria. Deflazione, decrescita, rigore assumono oggi una diversa connotazione semantica; diventano cioè parole dai nuovi significati, che d'imporvviso spadroneggiano nel liguaggio sanitario. Per ristabile le priorità sul giusto piano occorre quindi ripensare tutta la trattazione, perché esiste una sanità oltre la spesa ed esiste un diritto oltre i bilanci. Sul punto il Festival per l'economia si è fermato per un momento, andando a fondo di una questione delicata, affrontata dal primario di Neurologia dell'ospedale "Jazzolino", Domenico Consoli.

La sanità oltre i numeri. Lionella Morano, presidente della fondazione “Liotti”, nell'incontro tenutosi ieri pomeriggio all'Hotel "501", ha rappresentato lo stato generale della sanità in Calabria, nell'ambito di un incontro inserito nel Festival per l'economia cui ha preso parte anche il consigliere regionale Michelangelo Mirabello. Protagonista dall'iniziativa l'articolo studio elaborato dal componente del consiglio nazionale di Sno Italia Domenico Consoli e dalla sua equipe, un'analisi che letteralmente fotografa lo stato dell'arte delle neuroscienze in Italia.

"Icone". Lo studio si pone l'obiettivo di «dimostrare - si legge nel documento - come nell'organizzazione sanitaria italiana esista una evoluzione legislativa non coerente». Partendo dalla progressione del settore, il medico ha illustrato passo dopo passo ogni aspetto, soffermandosi prevalentemente sulle due principali criticità: la carenza organica al limite dell'accettabile e la programmazione lontana dai bisogni dei cittadini. «Noi formeremo – ha detto Consoli – un numero sempre crescente di medici generici e sempre più ridotto di medici specialistici». Gli specialisti su cui oggi il sistema può fare affidamento nelle neuroscienze sono, in molti casi, di età avanzata e prossimi al pensionamento.

I dati. «Per quanto riguardi i neurologi – ha asserito Consoli – dall'indagine risulta che il 51,99 per cento ha più di 50 anni, il 29,51 per cento ne ha più di 55». E il fabbisogno di medici specialistici si traduce in un debito formativo di circa il 40 per cento. Ma non è finita qui. «Da qui a 10 anni mancheranno 3 sanitari su 10 di quelli attualmente necessari, da qui a 15 anni addirittura 1 su 2». Gli aspetti organizzativi che esasperano il sistema sono «bassa possibilità di raggiungere posizioni apicali, esenzioni dai turni notturni per gli ultracinquantenni e difficoltà di usufruire delle ferie e di turni di riposo». E serve ripensare il sistema. «Urge – ha concluso il primario – dar corpo ad un progetto articolato, complessivo e coerente che sia fedele alle evidenze ed ai bisogni».

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