Il silenzio della campagna in contrada Monte, a Polistena, è stato spezzato ieri pomeriggio da un grido che nessuna comunità vorrebbe mai sentire. Erano circa le 18:10 quando la quotidianità di una famiglia laboriosa si è trasformata in un incubo indelebile: Chiara Mammola, appena 5 anni, ha perso la vita sotto gli ingranaggi del trattore guidato dal padre.
​Quello che doveva essere un tranquillo pomeriggio di fine giornata, con il profumo della terra appena mossa, è diventato il teatro di una fatalità spietata. Vincenzo Mammola, 40 anni, stimato camionista della zona, stava ultimando la fresatura del terreno di famiglia. Con lui c’erano i figli: il maggiore, Michele, giocava poco distante dal cancello, mentre la piccola Chiara si trovava vicino al papà, forse affascinata da quel gigante d’acciaio che solcava i campi.
​Mancava solo l’ultimo lembo di terra, una manciata di minuti alla fine del lavoro, quando l'imprevedibile ha preso il sopravvento. Per cause che la Polizia di Stato sta tentando di ricostruire con estrema cautela, la bambina è finita a contatto con le lame del mezzo agricolo. Un impatto fatale che non le ha lasciato scampo, rendendo vano ogni tentativo di soccorso.
​La notizia si è diffusa rapidamente, squarciando la serenità di Polistena e della vicina Giffone, paese d'origine della madre, Marta Spanò, raggiunta dalla tragedia mentre si trovava sul posto di lavoro.
​"Una scena straziante, davanti alla quale anche i soccorritori più esperti si sono dovuti arrendere", riferiscono i testimoni giunti sul posto insieme ai sanitari del 118.
​Gli inquirenti stanno ora lavorando per mettere insieme i tasselli di quegli ultimi, drammatici istanti. Il nodo centrale resta la dinamica della caduta: bisognerà accertare se la piccola Chiara si trovasse a bordo del mezzo e sia scivolata accidentalmente.
​Resta aperta l'ipotesi che la bimba fosse a terra e si sia avvicinata al trattore dal lato cieco, rendendo impossibile al padre accorgersi della sua presenza.
​Mentre gli accertamenti proseguono, Polistena si ferma. Non ci sono parole per descrivere il vuoto lasciato da una vita che aveva appena iniziato a fiorire e che un martedì di aprile ha deciso di restituire alla terra troppo presto.