Vibo, Futuro Nazionale: “Solidarietà agli imprenditori colpiti. Lo Stato sia presente”
Il referente del Comitato n. 322, Mino De Pinto, condanna i recenti atti intimidatori: «Un’offesa a tutta la comunità operosa. Non faremo un passo indietro»
Una condanna ferma, senza sconti, e un appello accorato alle istituzioni affinché il tessuto produttivo vibonese non venga lasciato in balia della criminalità. Il Comitato Costituente Futuro Nazionale N. 322 di Vibo Valentia, per voce del suo referente Mino De Pinto, scende in campo dopo i gravi atti intimidatori che nelle ultime ore hanno preso di mira diverse attività imprenditoriali del territorio.
Secondo il movimento, gli spari contro le saracinesche e le minacce alle aziende non rappresentano solo un danno ai singoli proprietari, ma una ferita aperta per l'intera provincia. “Gli spari contro le attività produttive del nostro territorio non sono solo un attacco a singole realtà aziendali, ma un’offesa violenta a tutta la comunità operosa della nostra Città e di tutta la Provincia”, dichiara De Pinto nel comunicato ufficiale.
L’analisi del Comitato è lucida: siamo di fronte a segnali che mirano a soffocare l'economia locale, diffondendo un clima di paura e rassegnazione che rischia di bloccare lo sviluppo della regione.
Nonostante la gravità della situazione, la linea tracciata da Futuro Nazionale è quella della fermezza. Il movimento ribadisce la propria piena fiducia nella Magistratura e nelle Forze dell'Ordine, sottolineando però la necessità di un intervento più strutturato, quale richiesta di un rafforzamento della presenza dello Stato, solidarietà concreta a chi continua a investire nonostante il clima ostile e proseguimento delle campagne informative sulla sicurezza già avviate dal movimento sul territorio.
La nota si chiude con un messaggio di speranza e vicinanza verso chi è finito nel mirino dei criminali. Mino De Pinto invita gli imprenditori a non sentirsi soli, assicurando che il Comitato sarà al loro fianco in ogni sede per promuovere iniziative a sostegno della legalità.
“La Vibo che lavora e che spera è più forte di chi usa il linguaggio della violenza”, conclude la nota. Un monito chiaro che punta a trasformare l'indignazione in un'azione civica coesa per la difesa del bene comune.
