Vibo, Politiche sociali: "Rischiamo di perdere 750mila euro ed essere commissariati"
Un question time, nel Consiglio comunale di Vibo, in cui a fare da protagonista sono state le politiche sociali. A partire dai buoni spesa, per i quali il sindaco Maria Limardo, rispondendo agli attacchi dei giorni scorsi, ha dichiarato che si sarebbe aspettato “un plauso all’Amministrazione". “Siamo stati tra i primi a far partire il bando - ha dichiarato - e speriamo di avviare l’erogazione prima di Natale. Abbiamo preferito lasciare il bando aperto per evitare che ci siano affollamenti e che, una volta scaduto il termine, chi è fuori non possa presentare la domanda per una mera scadenza dei termini”. Tutte le domande, hai poi aggiunto, “saranno inoltrate alla Guardia di finanza e alla Procura appena ci arrivano, così che un eventuale intervento possa essere tempestivo”.
Perdita di circa 750mila euro. La consigliera del gruppo Vibo Valentia da Vivere Lorenza Scrugli - che ha lasciato la maggioranza lo scorso agosto - ha poi presentato interrogazioni su due questioni, sempre inerenti al welfare. La prima in merito ad un finanziamento di oltre 1,1 milione di euro condizionato alla percentuale di spesa - da parte del Comune - di un precedente finanziamento dei fondi Pais. Del quale, però, né il sindaco né gli uffici hanno fornito una percentuale esatta “nonostante la mia richiesta a mezzo pec di circa un mese fa”. “A quanto mi risulta - ha evidenziato la Scrugli - è inferiore al 25%”. E questo, parlando concretamente, farà perdere i 2/3 del nuovo finanziamento, ovvero circa 750mila euro. Il ragionamento di fondo è semplice: se l’Amministrazione non spende, lo Stato non eroga altri soldi. Si parla - è bene precisare - di somme che dovevano essere utilizzate entro il 6 dicembre 2019 e per le quali, secondo la Giunta, i ritardi sono partiti sin dal 2016, soprattutto a causa della difficoltà di procedere con la graduatoria degli assistenti sociali che avrebbero dovuto assorbire parte di quel finanziamento.
Rischio commissariamento. Il rischio non è però solo quello di perdere somme, ma anche il commissariamento delle Politiche sociali del Comune di Vibo. L'Ato (la conferenza dei sindaci della provincia), di cui il sindaco di Vibo è presidente, non ha infatti previsto i "piani di zona" (un importante strumento di pianificazione territoriale) per i quali “siamo nelle stesse condizioni di Crotone, che per questo è stato commissariato”. La questione, ha sottolineato la consigliera del gruppo Vibo Valentia da Vivere, è però strettamente politica: “Lei non può avere il tempo di curare tutti questi aspetti, dimostri amore per la città e assegni le deleghe”, in riferimento al fatto che, dopo il ritiro delle deleghe alle Politiche sociali all’assessore Franca Falduto, il sindaco Limardo ha tenuto per sé il Welfare (in aggiunta alle altre molteplici competenze). “Sono due mesi che la le deleghe, convochi l'Ato" ha chiosato la Scrugli.
Botta e risposta. “Sono consapevole che questo Comune si debba dotare anche dei piani di zona - ha risposto il sindaco Limardo - ma il personale del Comune non è in condizioni, non tanto per mancanza di competenze ma per oggettiva mancanza di figure che si possano dedicare a questo, perchè la programmazione di un piano di zona richiede uno studio adeguato". Proprio per questo "mi rifaccio alla necessità che il Comune sia garantito da una serie di professionisti esterni che possano fare una programmazione di respiro” ha poi aggiunto. “Abbiamo 16 assistenti sociali - ha ribattuto Lorenza Scrugli - si possono utilizzare loro per i piani di zona. E non è difficile convocare un’assemblea dei sindaci per dire ‘avviamo la pratica’". Con tanto di botta e risposta finale: “Rischiamo l'onta del commissariamento, si stanno perdendo soldi, 751mila euro”; “questo è tutto da dimostrare” ha risposto nervosamente il primo cittadino. “Aspetto di essere smentita con piacere”, ha concluso la Scrugli. (a.s.)
