Quello del Comune di Vibo è un "caso studio di dissesto infinito". L'ha spiegato molto bene l'assessore al Bilancio Maria Teresa Nardo (ne abbiamo parlato QUI), ma a renderlo ancor più evidente è anche un altro aspetto: l'Osl (l'organismo straordinario di liquidazione, chiamato a liquidare i debiti dell'Ente), insediatosi alla fine del 2013 dopo che il Consiglio comunale aveva dichiarato il dissesto il 21 giugno dello stesso anno, si appresta a fare le valigie solo adesso, nel 2020. Ci sono voluti ben sette anni, con la triade - formata da Carla Caruso, Domenico Piccione e Andrea Casiglia - che lascia palazzo "Luigi Razza" un attimo prima che (con molta probabilità) venga dichiarato il secondo dissesto. E anche con qualche screzio con l'Amministrazione, che nell'ultimo Consiglio comunale ha denunciato che lo stesso organismo non ha preso in considerazione alcuni debiti di sua competenza.

Sette anni di rimborsi. Dal 2013 ad ora i rimborsi dei tre commissari sono stati molteplici. Ricostruire l'intera somma non è facile, non essendoci un resoconto finale ma solo un lungo elenco di atti che autorizzano le singole spese di viaggio, alloggio, vitto, assicurazioni, e spese tecnologiche di vario genere. Quel che sembra certo è che la somma del totale, alla fine, è superiore al milione. Considerando anche oltre 100mila euro all'anno di spese fisse.

Consulenze e affidamenti a privati. La macchina amministrativa del Comune di Vibo è, poi, in forte difficoltà. I dipendenti sono pochi e molti di loro “non hanno competenze tali da mandare avanti la macchina amministrativa complessa di una città capoluogo”, come ha dichiarato il sindaco Maria Limardo. La conseguenza? Affidamenti e consulenze a soggetti esterni. Come la società chiamata in soccorso per rispondere alla Corte dei Conti, costata "ben 5mila euro". Scelta inevitabile, ma com'è possibile che il Comune non venga supportato da dipendenti pubblici qualificati? La colpa in questo caso, naturalmente, non è dell'Amministrazione che si trova con le mani legate. E così via a consulenze e incarichi a professionisti, con diverse figure esperte in svariati settori, soprattutto quello legale.

Straordinari per supportare l'Osl. A questo si aggiunge che, dal 2014, l’Osl ha chiesto all'Amministrazione comunale il supporto di alcuni dipendenti. I calcoli finali parlano di 15-20mila euro ogni anno in straordinari. Somme aggiuntive, per un Comune in dissesto, nello stesso periodo in cui i cittadini sono chiamati a contribuire pagando tasse con l'aliquota massima. Un costo complessivo, quindi, mandato avanti per 7 anni: era davvero necessario tutto questo tempo? (a.s.)