‘A Cuccìa di San Leoluca’, l’evoluzione del gusto: la sfida hi-tech del ristorante Veip
Seconda tappa del viaggio identitario tra i sapori del Patrono: la tradizione vibonese incontra la cottura a bassa temperatura e l'architettura del piatto
Se la tradizione è un fuoco da alimentare e non una cenere da adorare, la seconda tappa del tour gastronomico dedicato alla “Cuccìa di San Leoluca” ne è stata la prova tangibile. Dopo l'esordio legato alle radici, il viaggio identitario promosso dal Comune di Vibo Valentia ha fatto scalo al ristorante VEIP, un luogo dove la memoria millenaria del chicco di grano ha incontrato l'audacia della tecnica moderna e il rigore della cucina d'avanguardia.
Il team del VEIP ha accettato la sfida trasformando la Cuccìa in un’esperienza sensoriale complessa, presentando due creazioni che hanno impressionato per precisione e ricerca: la classica pancetta di maiale, farcita con aromi del territorio e caciocavallo, è stata lavorata con la tecnica della Cottura a Bassa Temperatura (Roner). Il risultato è un contrasto millimetrico: una morbidezza estrema racchiusa in uno scrigno croccante di grano tenero, adagiato su una vellutata di ceci e sferzato dall’energia del cedro, con una glassatura finale al miele. L’essenza dolce con la Sfogliata di Leoluca, non una semplice rivisitazione della pastiera, ma una sua evoluzione strutturale. Una sfoglia artigianale, frutto di due giorni di lavorazione, ha custodito un cuore etereo di grano cotto nel latte e ricotta montata, il tutto impreziosito da una veste elegante di cioccolato bianco.
A valutare le proposte, l’occhio esperto dello Chef Pino Cardamone e del Prof. Tonino Ramondino, che hanno analizzato come il rigore delle nuove tecnologie possa nobilitare la memoria gastronomica vibonese. Accanto a loro, oltre ai consiglieri comunali Nino Ravenna e Nicola Staropoli, è intervenuto l’assessore al Turismo Stefano Soriano.
Proprio Soriano ha ribadito l'importanza dell'iniziativa nel solco del piano “Vibo Città di Tutte le Epoche”: un progetto di marketing territoriale che punta a trasformare la città in una capitale del gusto capace di dialogare con il futuro senza dimenticare i propri simboli sacri.tinua
Il mosaico della Cuccìa Leoluchiana si arricchisce così di nuovi colori e consistenze. La consapevolezza emersa dalla tappa al VEIP è chiara: la tradizione non è un reperto statico, ma una materia viva che, nelle mani degli chef locali, può scalare le vette dell'alta cucina. Il tour non si ferma: il profumo della storia è già pronto a traslocare in una nuova cucina.
