Carcere di Vibo tra carenze organiche e affollamento: la denuncia del Sappe
Gli agenti sono costretti a turni massacranti di 8-12 ore, con carichi di lavoro eccessivi determinati dalla mole di lavoro distribuita tra i vari uffici del penitenziario
Il carico di lavoro diventa via via sempre più ingestibile. Perché c'è da fare fronte a tutta una serie di stringenti necessità. Ma il personale cui si chiedono turni massacranti, con carichi pesanti di stress e responsabilità, è inferiore rispetto al dovuto. Al punto da determinare delle difficili condizioni di lavoro per i dipendenti. In più, proprio oggi, nella struttura si è verificata una riduzione della portata dell'acqua, che ha lasciato a secco i rubinetti dei detenuti, così privati dei servizi igienici. Il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria ha fotografato la situazione difficile vissuta all'interno del carcere di Vibo Valentia, in una conferenza stampa tenutasi questa mattina, alla quale hanno preso parte il segretario provinciale Francesco Ciccone, affiancato dal componente della segreteria provinciale Saverio Ditto, e i consiglieri regionali Michelangelo Mirabello e Giuseppe Mangialavori.
L'organico. Dopo aver visitato la struttura penitenziaria, Ditto e Ciccone hanno rappresentato le carenze della casa circondariale, per la quale - secondo quanto previsto dal d.m. 2001 - "l'organico vibonese era stato fissato in 202 unità (nel 1997 l'istituto apriva con oltre 250 unità), ma il d.m. del 2013 ha fissato in sole 142 unità l'organico del carcere di Vibo: ben 60 unità in meno". Oggi, a coprire l'intero servizio sono 160 unità, di cui 28 distaccate in altre sedi e 2 in missione nella casa circondariale di Arghillà, per l'apertura di una nuova sezione. Ne consegue che gli agenti in servizio sono costretti a turni massacranti di 8-12 ore, con carichi di lavoro eccessivi determinati dalla mole di lavoro distribuita tra gli uffici colloqui, matricola, sala regia, magazzino e altri. "Altro aspetto negativo - hanno lamentato dal Sappe - è il servizio delle traduzioni detenuti: i mezzi sono obsoleti, con oltre 25 anni di vita, e solo 22 unità sono assegnate al servizio, contro le 50 del 1997".
I detenuti. A fronte di una carenza organica di una certa importanza, si registra poi un significativo aumento della popolazione detenuta. Ad oggi, secondo quanto ha dichiarato il Sappe, nel penitenziario si trovano 375 persone: 242 in Alta sicurezza, 54 in Media sicurezza e 79 nella sezione Sex offenders. Il dato più importante, e che rappresenta il problema, è quello relativo al regime di Alta sicurezza, in cui in un anno si è passati dall'avere in detenzione 160 persone a contenerne 242: ben 82 detenuti in più. "Più detenuti ci sono - ha sottolineato il sindacato -, più operazioni si devono svolgere. In più ci sono problemi per la manutenzione dell'Istituto, i fondi assegnati nel capitolato 2016 - hanno proseguito i rappresentanti sindacali - sono già finiti e per l'acquisto di materiali per la risoluzione dei problemi c'è la necessità di chiedere la copertura finanziaria straordinaria, che non sempre arriva".
Le richieste. Una situazione che ha dell'insostenibile e per la quale il sindacato ha chiesto e chiede "l'assegnazione di almeno 30 unità anche in considerazione del fatto che - hanno chiosato i sindacalisti - ci troviamo in un istituto in cui oltre 240 detenuti appartengono al circuito dell'Alta sicurezza, con il 60 per cento in attesa di giudizio di primo grado, e nel quale garantire la sicurezza non è assolutamente facile".
Visita ispettiva dei Radicali al carcere di Vibo. Segnalate carenze di personale
