Visita ispettiva dei Radicali al carcere di Vibo. Segnalate carenze di personale
A fronte di una capienza regolamentare di 396 posti, al momento nella casa circondariale di località Castelluccio sono recluse 380 persone
Una delegazione dei Radicali ha fatto una visita ispettiva alla Casa Circondariale di Vibo Valentia. A guidarla Emilio Enzo Quintieri, già membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, accolto con tutto il gruppo dal direttore dell’Istituto Mario Antonio Galati e dal commissario Domenico Montauro, comandante di reparto della Polizia Penitenziaria. Il carcere vibonese, che era stato già visitato dal radicale Quintieri, nel mese di ottobre 2014, unitamente al senatore Enrico Buemi del Partito Socialista Italiano, si compone di due padiglioni detentivi, rispettivamente di due e tre piani, con gli uffici e gli spazi comuni ubicati nella parte centrale del corridoio a piano terra.
I numeri. Al momento della visita, nella struttura penitenziaria, a fronte di una capienza regolamentare di 396 posti, vi erano ristrette 380 persone aventi le seguenti posizioni giuridiche: 160 condannati, 91 in attesa di primo giudizio, 79 appellanti, 30 ricorrenti e 20 con posizione mista. I detenuti “comuni”, appartenenti al circuito della media sicurezza sono 139 mentre quelli appartenenti all’alta sicurezza e, nello specifico, al sottocircuito “AS3” (criminalità organizzata) sono 241. Gli stranieri sono 37, quasi tutti detenuti per reati comuni. Pochi i tossicodipendenti (13) e pochissimi (2) quelli in terapia metadonica.
Cercasi detenuti di "pubblica utilità". Solo 57 detenuti hanno la possibilità, con rotazione trimestrale, di poter lavorare alle dirette dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria. Potrebbero essere impiegati altri 4 detenuti ai sensi dell’articolo 21 per attività di manutenzione all’esterno degli spazi detentivi ma a Vibo Valentia non ci sono detenuti che possiedano i requisiti previsti. Per tale motivo, sono stati fatti anche degli interpelli agli altri istituti penitenziari, per verificare se ci fosse qualche detenuto interessato ad essere trasferito a Vibo Valentia per essere impiegato in tale attività. Ma nessuno ha presentato la domanda. Quindi, stante l’urgenza di effettuare alcuni lavori esterni, saranno impiegati alcuni detenuti assegnati alla casa di reclusione di Laureana di Borrello.
Gli altri casi. Tra la popolazione detenuta la delegazione, tramite le informazioni fornite, ha rilevato la presenza di detenuti sieropositivi (1), affetti da epatite C (3) e da patologie psichiatriche (11). Non sono stati segnalati detenuti affetti da malattie infettive (tubercolosi, scabbia, etc.) e con problematiche di disabilità motoria.
Fuori regione. Recentemente, a causa di sfollamenti da altre istituti, sono aumentati i detenuti che risiedono fuori dalla Regione Calabria, più che altro appartenenti al circuito dell’alta sicurezza (sono 123 i detenuti “non calabresi”, 39 appartenenti alla media sicurezza e 84 all’alta sicurezza). 210 sono i detenuti che fanno regolarmente i colloqui con i propri familiari (70 della Media Sicurezza e 140 dell’Alta Sicurezza). A breve, per alcuni detenuti, sarà possibile effettuare i colloqui all’aperto nell’area verde che è in fase di ristrutturazione grazie ad un progetto approvato e finanziato dalla Cassa delle Ammende.
Carenza di personale. Per quanto riguarda il personale di polizia penitenziaria, 146 sono quelli effettivamente in servizio e 22 quelli impiegati nel nucleo traduzioni e piantonamenti. Altra nota dolente da segnalare è che l’istituto di Vibo Valentia dovrebbe avere 9 educatori ed invece ne dispone soltanto 4. Sia la carenza del personale di polizia penitenziaria che della professionalità giuridico pedagogica si ripercuote, negativamente, anche sui detenuti.
