Forza Italia si riorganizza, ecco i primi congressi: il 17 maggio tocca alla Calabria
Il dossier è monitorato con estrema attenzione da Alberto Cirio che ha ricevuto il mandato direttamente da Marina Berlusconi per agire d’intesa con Tajani nel delicato compito di appianare tensioni e malumori
Il rilancio di Forza Italia passa attraverso una serrata stagione congressuale che mira a definire i nuovi assetti territoriali entro la scadenza perentoria del 30 giugno data oltre la quale il clima vacanziero e l’impegno per le imminenti elezioni amministrative rischierebbero di frenare l’azione politica del movimento azzurro dopo il primo passo compiuto in Valle d’Aosta con l’elezione all’unanimità di Emily Rini il segretario nazionale Antonio Tajani ha impresso una forte accelerazione al calendario ufficializzando le date per le Marche il Veneto e soprattutto per la Calabria dove l’appuntamento è fissato per il 17 maggio alle ore 9:30 presso il Palasport di Lamezia Terme in via del Progresso un evento che si preannuncia fondamentale per misurare la tenuta del partito in una regione chiave del Mezzogiorno
Il dossier è monitorato con estrema attenzione da Alberto Cirio governatore del Piemonte che ha ricevuto il mandato direttamente da Marina Berlusconi per agire d’intesa con Tajani nel delicato compito di appianare tensioni e malumori mai del tutto sopiti specialmente in territori complessi come la Lombardia e la Campania dove una parte della base teme possibili blindature delle tessere e manovre volte al controllo del partito senza garanzie per le minoranze interne per questo motivo la strategia adottata prevede una suddivisione dei lavori in due tranche con un primo blocco di nove congressi regionali da celebrare entro maggio mentre le restanti assise tra cui quelle lombarda e umbra quest’ultima prevista per il 12 giugno si terranno nel mese successivo per completare il quadro prima della pausa estiva
Mentre la macchina organizzativa si sposta verso Macerata per il congresso delle Marche del 15 maggio e successivamente verso Padova per l’appuntamento veneto del 21 maggio gli occhi restano puntati sulla capacità di Cirio e Tajani di chiudere la quadra ovunque senza scontentare le diverse anime azzurre eccetto che in Sicilia dove il compito di gestire la transizione spetterà ora al neo commissario Nino Minardo il successo di questa mobilitazione dipenderà dalla capacità dei vertici di trasformare i congressi in un momento di reale partecipazione democratica evitando che la conta interna si trasformi in uno scontro fratricida proprio nel momento in cui il partito cerca di consolidare la propria identità nel panorama politico nazionale e locale.
