Comune Vibo, marche da bollo e proteste: "Una comunità civile rispetta le regole"
Dopo la provocazione di un cittadino vibonese che si domandava "è giusto dover pagare anche l'aria che respiriamo?" - in merito al fatto che “per avere un certificato su carta semplice il Comune mi ha chiesto una marca da bollo da 16 euro, quando quattro Comuni vicini non la richiedono” (approfondisci QUI) - l'Amministrazione comunale di Vibo Valentia specifica che "con l’avvento dell’autocertificazione i rapporti tra cittadini e amministrazione si sono semplificati, potendo molti documenti essere 'autodichiarati' dall’interessato stesso; in tutta Italia, alcuni certificati possono essere rilasciati in carta semplice, mentre per altri c’è bisogno dell’imposta di bollo".
"Ad esempio - scrive l'Amministrazione di Vibo Valentia - tutti i certificati anagrafici sono soggetti all’imposta di bollo che attualmente ammonta a 16,00 euro più 0,52 euro per diritti di segreteria. Il certificato è esente quando la richiesta venga fatta da uno studio legale o da un avvocato per uso giudiziario come la notifica di un atto di precetto, una citazione o altro atto giudiziario (leggi 'Certificati anagrafici per uso notifica senza bollo'), questo vale per tutta l’Italia".
Quindi la replica del Comune, che gira al cittadino un altro quesito: "Ci si domanda: perché il cittadino non sottoscrive le autodichiarazioni e pretende il rilascio di certificati in 'carta semplice' ormai inesistenti? Perché mette in dubbio la uniformità di operato tra dipendenti di Comuni diversi che agiscono applicando la medesima legge? Una comunità civile è quella che osserva le regole… anche quelle inerenti il rilascio delle certificazioni e le esenzioni dal bollo".

