Restano in carcere i big della 'ndrangheta vibonese arrestati nel maxi blitz denominato in codice "Rinascita Scott". Niente colpi di scena e nessuna sorpresa dal Tribunale del Riesame che ha confermato la misura cautelare in carcere anche nei confronti dei fratelli Nicola e Salvatore Bonavota, ritenuti esponenti di spicco dell'omonima famiglia di Sant'Onofrio e considerati al vertice del clan subito dopo Pasquale e Domenico, anche loro coinvolti nell'inchiesta della Dda di Catanzaro ma attualmente latitanti.


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Il locale di San Gregorio. Il Tribunale del Riesame di Catanzaro si è pronunciato anche in merito alla posizione di Saverio Razionale (difeso dagli avvocati Piero Chiodo e Giovambattista Puteri), considerato il boss del locale di 'ndrangheta di San Gregorio d'Ippona e ritenuto dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro una delle figure apicali della criminalità organizzata vibonese. Il giudici del Tdl hanno confermato nei suoi confronti la misura cautelare in carcere pur annullando tre capi di imputazione secondari rispetto all'accusa principale di associazione mafiosa. In carcere rimarrà anche Gregorio Gasparro (difeso dall'avvocato Puteri), anche lui di San Gregorio d'Ippona e considerato altro esponente di spicco dell'articolazione di 'ndrangheta egemone nel piccolo centro alle porte di Vibo Valentia.

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