Truffe all'Inail e falsi incidenti stradali: resta in carcere sodale del clan Anello
Il gip del Tribunale di Monza ha disposto l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Nazzareno Bellissimo, 38 anni di Monterosso, fermato nell'ambito dell'operazione "Imponimento" contro il clan Anello di Filadelfia e al centro di un sistema collaudato di truffe all'Inail con la denuncia di falsi incidenti stradali sul lavoro finalizzati a riscuotere gli indennizzi dell'istituto previdenziale ed assicurativo.
La truffa all'Inail. Secondo le accuse della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri, Nazzareno Bellissimo sarebbe un sodale della cosca Anello e nella fattispecie contestata fungeva da collettore e promotore di richieste risarcitorie presentate a fronte di denunce di falsi incidenti sul lavoro all'Inail di Vibo Valentia avvalendosi dell’infermiere Fabio Schicchi, dipendente dell’Istituto nazionale infortuni sul lavoro, il quale, a sua volta, si rivolgeva ad alcuni medici compiacenti, affinchè le pretese di reintegrazione venissero avallate. Bellissimo era in grado di avere canali privilegiati nell’ambito dell’Ente pubblico, avvalendosi della sua adesione alla famiglia di ‘ndrangheta facente capo a Rocco Anello, tanto da spenderne in più occasioni il nome, si poneva a completa disposizione con gli esponenti della famiglia di Filadelfia. Le truffe realizzate sia per le figure apicali della consorteria mafiosa, sia per persone indicate dallo stesso locale di ‘ndrangheta contribuivano ad accrescere il consenso ed il potere mafioso sul territorio della cosca e Bellissimo in questo contesto avrebbe fornito un contributo decisivo, aderendo al piano del sodalizio.
LEGGI ANCHE | "Imponimento", il Tribunale di Lamezia convalida 41 fermi (NOMI)
LEGGI ANCHE | "Imponimento", il gip di Catanzaro rimette in libertà 4 indagati. Chiefari in carcere

