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Il clan Santaiti, attivo nell’area di Seminara, è al centro di diverse ricostruzioni investigative che ne descrivono l’evoluzione nel tempo all’interno degli equilibri della criminalità organizzata della Piana di Gioia Tauro.

Secondo quanto emerso da indagini e attività giudiziarie, il gruppo si sarebbe affermato a partire dagli anni Settanta nel contesto della faida di Seminara, consolidando progressivamente la propria presenza sul territorio dopo il confronto con una cosca rivale. In seguito, avrebbe rafforzato la propria struttura attraverso relazioni con altri gruppi della zona.

Clan Santaiti risulterebbe inserito, secondo le ricostruzioni, in una rete di alleanze locali che avrebbe contribuito alla stabilizzazione degli equilibri criminali nell’area reggina.

Le attività contestate nel tempo comprenderebbero, secondo gli atti investigativi, estorsioni, traffico di stupefacenti e detenzione di armi, elementi tipici del controllo illecito del territorio. In alcune operazioni di polizia, tra cui interventi risalenti agli anni 2000, erano stati documentati anche sequestri di armi.

Gli inquirenti collocano la vicenda del gruppo all’interno dell’evoluzione più ampia della ’ndrangheta calabrese, caratterizzata da un progressivo adattamento delle strutture criminali e dal radicamento nei contesti locali, con ramificazioni anche nei rapporti sociali ed economici del territorio.