Sicurezza e legalità nei luoghi di lavoro: il patto di Vibo Valentia
In Prefettura la firma del protocollo d'intesa tra istituzioni e sindacati per potenziare la vigilanza e azzerare il sommerso attraverso un nuovo osservatorio permanente
Il prossimo 30 aprile 2026, alle ore 10:00, il Palazzo del Governo di Vibo Valentia diventerà il centro nevralgico della lotta all'illegalità occupazionale. È prevista infatti la sottoscrizione del “Protocollo d’intesa per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e per il contrasto al lavoro irregolare”, un documento strategico che punta a trasformare radicalmente la gestione della prevenzione sul territorio.
L’iniziativa nasce dalla necessità di dare una risposta concreta e coordinata a una piaga sociale sempre aperta: la mancanza di tutele e la diffusione del lavoro nero. Al tavolo, convocato dalla Prefettura, siederanno i vertici dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro, INAIL, INPS, ASP, Forze di Polizia e Vigili del Fuoco, insieme alle associazioni datoriali e alle organizzazioni sindacali più rappresentative.
L'accordo non si limita a una dichiarazione d'intenti, ma stabilisce una serie di azioni mirate per colpire le criticità strutturali del mercato del lavoro locale. Tra i punti cardine dell'intesa figurano: analisi periodica dei dati infortunistici per identificare i settori a maggior rischio, lotta serrata al caporalato, alle discriminazioni e a ogni forma di lavoro non dignitoso, un focus innovativo sui cosiddetti "quasi infortuni", quegli eventi che non hanno causato danni ma che rappresentano segnali d'allarme fondamentali per evitare tragedie future e campagne di sensibilizzazione capillari e diffusione di buone pratiche tra imprese e lavoratori.
La vera novità del documento è l'istituzione, presso la stessa Prefettura, di un Osservatorio permanente. Questo organismo avrà il compito di vigilare sull'andamento dei fenomeni, approfondire le criticità dei singoli settori produttivi e garantire che la sinergia tra gli attori coinvolti non resti solo sulla carta.
L'appuntamento di fine aprile segna dunque un passo avanti decisivo: l'obiettivo è creare una rete di protezione che non lasci spazio all'irregolarità, ribadendo che la sicurezza non è un costo, ma un diritto inviolabile e un pilastro di civiltà.
