Il gip di Reggio Calabria non ha convalidato il fermo ma ha emesso una nuova ordinanza di custodia cautelare

Restano in carcere cinque delle sette persone coinvolte nell'inchiesta "Metauros" che ha svelato le ingerenza della cosca dei Piromalli nel settore dei rifiuti e della depurazione nella piana di Gioia Tauro. Il gip di Reggio Calabria non ha convalidato il fermo ma ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei sette indagati.

Dietro le sbarre. Resta in carcere invece Gioacchino Piromalli, l'altro avvocato indagato nell'indagine condotta congiuntamente dalla polizia e dai carabinieri con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Restano detenuti pure l'ex sindaco di Villa San Giovanni Rocco Lavalle e i fratelli Giuseppe, Domenico e Paolo Pisano.

Clan&rifiuti L’inchiesta “Metauros” ipotizza per la prima volta, il forte interesse del clan Piromalli per il business legato al “ciclo dei rifiuti”, avrebbe accertato come la costruzione e la gestione dell’unico inceneritore presente in Calabria, in contrada Cicerna a Gioia Tauro, abbia risentito del continuo condizionamento del clan Piromalli. La cosca, che secondo l'accusa farebbe capo in questo momento storico a Gioacchino Piromalli classe '69, ha condizionato anche la gestione del depuratore di Contrada Lamia di Gioia Tauro, gestito dalla “Iam” (Iniziative ambientali meridionali spa), società che, secondo quanto sarebbe emerso dell'indagine, è stata anch’essa sottoposta a estorsione.

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