Sanità, rivolta a Tropea: anche gli studenti in piazza per l’ospedale
Corteo martedì mattina contro i tagli al nosocomio. Il Comitato sfida l’ASP: «Non bastano gli ambulatori, vogliamo un ospedale generale»
La battaglia per la difesa della sanità pubblica nel vibonese sale di livello e coinvolge le nuove generazioni. Si preannuncia una partecipazione massiccia per la manifestazione organizzata dal Comitato Costa degli Dei, in programma martedì mattina con partenza alle ore 9:30 davanti ai cancelli dell'ospedale di Tropea.
La novità più significativa è l’adesione ufficiale degli studenti degli istituti superiori della città. Il Dirigente scolastico, Nicolantonio Cutuli, ha autorizzato la partecipazione dei ragazzi, sostenendo la volontà delle famiglie di schierarsi in prima linea per il diritto fondamentale alla salute. Non sarà solo una protesta di categoria, ma un grido corale che vedrà sfilare:
Le amministrazioni comunali di Parghelia, Ricadi, Drapia, Briatico, Zaccanopoli, Zungri e Spilinga, i comitati per la sanità di Vibo, Serra San Bruno e Polistena, i sindacati (USB e CGIL), associazioni, commercianti e centinaia di cittadini.
Nonostante il clima di mobilitazione, il dialogo con le istituzioni non si è fermato. Lo scorso 22 aprile, il Comitato ha incontrato il nuovo commissario e il direttore sanitario dell’ASP di Vibo Valentia. I vertici aziendali hanno prospettato un piano che prevede il ripristino degli ambulatori, l'apertura di un hospice e di un “ospedale di comunità”.
Proposte che, tuttavia, non convincono il Comitato. «Il nostro obiettivo è chiaro – spiegano i rappresentanti dei cittadini – Tropea deve tornare a essere un ospedale generale, come previsto dalla legge regionale, con almeno cinque reparti attivi e un Pronto Soccorso realmente operativo, non un semplice punto di smistamento».
Il Comitato punta il dito contro le cause strutturali del declino sanitario: «Dopo 16 anni di piano di rientro, il personale non si trova perché le condizioni di lavoro nel pubblico sono insostenibili. Il privato fa concorrenza sleale, assorbendo ormai il 40% dei medici. Noi rivendichiamo l'abolizione del piano di rientro, un massiccio piano di assunzioni e una battaglia senza quartiere contro la privatizzazione selvaggia della salute».
L'appuntamento di martedì si preannuncia dunque come un momento di rottura, con il territorio pronto a rivendicare il ritorno a una sanità d'eccellenza in uno dei poli turistici più importanti della Calabria.
