Il caso del bimbo morto nel grembo della madre al nono mese di gravidanza è ormai un caso nazionale. In campo scende adesso anche il Codacons che ha redatto un esposto denuncia trasmesso alla Procura della Repubblica di Vibo. Il vice presidente dell'associazione dei consumatori Francesco Di Lieto chiede ai magistrati vibonesi, che stanno coordinando le indagini affidate alla Squadra Mobile di Vibo, che vengano accertate tutte le eventuali responsabilità e che si proceda nei confronti dei soggetti ritenuti responsabili in questa vicenda.

L'esposto. "Abbiamo ricevuto segnalazione - scrive il Codacons - che il 10 ottobre 2019 una donna che aveva ormai completato i nove mesi di gestazione si è recata presso il Pronto soccorso dell'ospedale Jazzolino di Vibo lamentando forti dolori. Nei giorni scorsi i ginelocogi che avevano visitato la donna avevano ravvisato la necessità di un parto cesareo. Intervento che non sarebbe stato effettuato, nonostante la sofferenza del feto, per la mancanza di anestesisti. Da quanto si apprende - aggiunge l'avvocato Di Lieto - sembrerebbe che in nessun conto siano stati tenuti gli allarmanti segnali di pericolo per la vita del nascituro e della mamma, conseguenti la sofferenza del feto. Segnali ignorati o comunque non percepiti nella loro effettiva gravità che hanno portato alla morte del feto". Da qui la richiesta di accertare tutte le responsabilità e di procedere per i reati che saranno riscontrati dall'autorità giudiziaria.

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