Comune Vibo e consulenze esterne. La Teti si difende: "Si è sempre fatto così"
Nella commissione Politiche sociali del Comune di Vibo Valentia, nella giornata di ieri, la dirigente Adriana Teti è stata chiamata a rispondere in merito alle polemiche degli ultimi giorni. In primo luogo sul "pasticcio" degli uffici in merito all'affidamento della gestione dell'asino nido comunale: dopo il verdetto del Tar, ha assicurato la dirigente, "lunedì la Vibosalus potrà prendere servizio".
"Si è sempre fatto così".
Sotto la lente dell'opposizione, però, soprattutto un'altra questione: la short list per la scelta dei professionisti che supporteranno il Comune nell'attività amministrativa. Tre incarichi da 30mila euro complessivi che avevano sollevato non poche polemiche. La dirigente Teti - dopo aver "elogiato" la stampa che "non perde occasione per passare ai raggi X quello che faccio" - si è difesa spiegando che "avrei potuto procedere con un affidamento diretto", mentre si è invece optato per la short list "per avere più nomi e professionalità a disposizione". Sottolineando che "queste cose si sono sempre fatte perché sono pienamente legittime, anche quando amministrava chi ora protesta".
L'attacco dell'opposizione.
Parole che non hanno reso particolarmente contenta l'opposizione. Da Marco Miceli (Vibo Democratica), che ha accusato la dirigente di aver posto in essere una "procedura non conforme per la quale mi sarei atteso l'annullamento", a Stefano Soriano (Partito Democratico) che ha ricordato che "la short list deve essere a rotazione, invece il Comune indica un numero di professionisti fisso". Anche Lorenza Scrugli (Vibo da Vivere), inoltre, ha evidenziato che è ancora in attesa della documentazione e dei verbali di cui aveva fatto richiesta, come legittimamente in suo potere in quanto consigliere comunale.
"Prima si spendeva di più".
Davanti a queste obiezioni la dirigente Teti ha solamente ribadito che prima "si spendeva di più per tali incarichi", ricordando i problemi di personale del Comune: "C'è un solo impiegato di categoria D nel settore delle Politiche sociali". Risposte che non hanno convinto l'opposizione che intende continuare a dare battaglia sulla questione.
