Avviso di conclusione indagini del pm per Nicola D'Agostino ed Adriana Teti. Avrebbero omesso, in concorso fra loro, atti d'ufficio nelle rispettive qualità

di GIUSEPPE BAGLIVO

pm Benedetta Callea

Presunte omissioni relative ai controlli su un muro pericolante alto 6 metri posto al confine della proprietà di Domenico Catania e Giuseppina Farfalla con quella di Gregorio e Rocco Stuppia - rivenditori di auto - in località "Aeroporto" di Vibo. Con questa accusa - concorso in omissione d'atti d'ufficio - il pm della Procura di Vibo Valentia, Benedetta Callea, ha chiuso le indagini preliminari nei confronti dell'ex sindaco di Vibo, Nicola D'Agostino, 58 anni, e della dirigente del Comune Adriana Teti, 59 anni.

Nicola D'Agostino

Erano stati i vigili del fuoco il 31 ottobre 2013 a segnalare al Comune di Vibo il pericolo di crollo del muro in questione ed i due indagati - l'allora sindaco e la dirigente Adriana Teti - avrebbero "omesso di disporre accertamenti di natura strumentale volti ad appurare l’effettiva pericolosità del manufatto nonché interventi di messa in sicurezza dello stesso e ad interdire il transito e la sosta nelle aree adiacenti su entrambi i lati". Tali provvedimenti ed accertamenti, ad avviso degli inquirenti, dovevano essere eseguiti "nell’immediatezza e senza ritardo alcuno per ragioni di incolumità e sicurezza pubblica", mentre in realtà sarebbero stati

Adriana Teti

predisposti solo un anno dopo, ovvero il 21 ottobre 2014 quando il Comune di Vibo emetteva un'ordinanza di messa in sicurezza a seguito di un sollecito della Prefettura, datato 13 ottobre 2014, e dopo che la polizia giudiziaria provvedeva in data 20 ottobre 2014 ad acquisire la documentazione. I due indagati avranno ora venti giorni di tempo per chiedere al pm di essere interrogati o presentare eventuali memorie difensive anche attraverso i rispettivi legali di fiducia.

In relazione all'articolo di cui sopra, dal sig. Rocco Stuppia riceviamo e pubblichiamo: 

"Con la presente, il sottoscritto Stuppia Rocco fa presente che la notizia riguardante l'omissione di atti di ufficio dell'ex sindaco Nicola D'Agostino e la dirigente del Comune Adriana Teti, nulla ha a che vedere con il sottoscritto . Per onor di cronaca, vorrei precisare alcuni punti. Il muro in questione non è alto 6 metri, ma è un semplice muro di confine in blocchi di cemento di cui io né sono proprietario, né riguarda la mia attività di rivendita di automobili, ma di proprietà di mio padre (mio socio in affari). Poi non essendo un giornalista non riesco a  capire la puntualizzazione <<...al confine della proprietà di Catania Domenico e Giuseppina Farfalla con quella di Gregorio  e Rocco Stuppia - rivenditori di auto - in località "Aeroporto" di Vibo. >>  Mi sembra più una trovata Pubblicitaria al contrario... Trovarsi citato in un articolo che nulla ha a che vedere con la propria persona, credo rammarichi chiunque, anche perché citare la mia persona e la mia rivendita di auto può solo screditare l'immagine della mia persona e della mia attività lavorativa, che da decenni opera onestamente nella nostra meravigliosa terra. Come già detto io non  sono proprietario e né tanto meno la mia attività confina confina con la famiglia Catania-Farfalla. Per quello che mi riguarda i confinati sono Stuppia Gregorio e Catania Domenico e Salvatore. Chiede pertanto alla redazione di Zoom24 di volere rettificare l'annuncio pubblicato, poiché nella parte in cui si cita la mia persona, non corrisponde a verità".   

Sin qui la nota del sig. Rocco Stuppia. Da parte nostra preme sottolineare che in nessun passaggio dell'articolo è stato mai scritto che l'inchiesta ha a che vedere con Rocco Stuppia il cui nominativo, al pari degli altri, ci siamo limitati a riportare poichè contenuto nell'avviso di conclusione indagini che vede indagati l'ex sindaco e la dirigente. Non spetta poi al giornalista misurare il muro in questione, essendoci limitati, anche in questo caso, a riportare quanto contenuto nell'avviso di conclusione indagine dove si parla di muro "alto circa 6 mt". Non abbiamo poi puntualizzato nulla, nè tantomeno messo in campo alcuna pubblicità al contrario, essendoci semplicemente limitati a riportare il luogo del confine per come scritto sempre nell'avviso di conclusione indagini vergato dal pm. Non capiamo il rammarico, pertanto, nè comprendiamo come la citazione delle proprietà in questione possa in alcun modo screditare Rocco Stuppia e la sua attività lavorativa, atteso che non sono di certo gli Stuppia o i Catania-Farfalla gli indagati (mai scritto una cosa del genere), bensì l'ex sindaco e la dirigente comunale. Che poi i confinanti, ad avviso del sig. Rocco Stuppia, siano altri e diversi da quelli citati nell'avviso di conclusione indagini, è circostanza che non spetta al giornalista verificare, il quale si è limitato a dare testualmente conto di quanto riportato nell'avviso di conclusione indagini della Procura.

 

Tangenziale Vibo: indagati l’ex sindaco D’Agostino e l’ex dirigente comunale