La campagna elettorale pitagorica scivola nel baratro della criminalità digitale. A Crotone, 1uello che doveva essere un confronto democratico si è trasformato, nel giro di 48 ore, in un incubo fatto di estorsioni in diretta social, minacce di aggressione fisica e insulti alla memoria dei defunti. Le denunce, depositate presso la Questura di Crotone da Maria Teresa La Forgia e Caterina Villirillo, delineano un quadro inquietante che ha portato il candidato sindaco Fabrizio Meo a parlare di un attacco «inedito e gravissimo».

Il cuore della denuncia riguarda una serie di live trasmesse su TikTok il 3 e 4 maggio. Davanti a centinaia di spettatori, un utente non si è limitato alle offese, ma avrebbe formulato una richiesta economica esplicita: duemila euro per far cessare la "guerra" mediatica e la diffusione di insulti degradanti. Un vero e proprio tentativo di estorsione alla luce del sole, finalizzato a spingere le due donne al ritiro della candidatura.

Le vittime non sono profili casuali, ma donne simbolo dell’associazionismo locale. Caterina Villirillo, presidente di "Libere Donne" e madre di Giuseppe Parretta (il giovane ucciso nel 2018), è stata colpita con epiteti infami che hanno lambito persino la memoria del figlio scomparso. «Temo per la vita dei miei figli», ha dichiarato scossa, lanciando un appello disperato al Prefetto. Non meno violenti gli attacchi a Maria Teresa La Forgia, presidente del Movimento Famiglie Autismo, destinataria di minacce estese anche ai suoi familiari. «Non dormiamo da due giorni – hanno confessato le candidate – ma la solidarietà dei cittadini ci impone di non arretrare di un millimetro».

Oltre alla violenza verbale, la coalizione «Meo il Sindaco» deve difendersi da una sofisticata operazione di sciacallaggio digitale. È stata infatti denunciata la creazione di un profilo TikTok falso a nome di Fabrizio Meo, utilizzato per rispondere agli insulti con volgarità speculari, nel tentativo di inscenare una rissa virtuale e screditare l'intera lista agli occhi degli elettori.

Mentre le forze dell'ordine indagano per risalire all'identità degli autori delle dirette e dei profili fake, la coalizione ha deciso di interrompere ogni comunicazione sul caso: «La macchina del fango non ci fermerà – ha concluso Meo – ma ora parleremo solo del futuro di Crotone».