Traffico di influenze illecite, chiesto il rinvio a giudizio per ex consigliere regionale della Calabria (NOME e FOTO)
Appalti e sanità: la Provincia ha depositato le richieste per nove indagati nell'ambito dell'inchiesta che vede coinvolto anche l'ex presidente della Regione
La Procura di Palermo ha depositato le richieste di rinvio a giudizio per nove indagati nell'ambito dell’inchiesta che vede coinvolto l’ex presidente della Regione Siciliana, Totò Cuffaro. Sarà il Gup Ermelinda Marfia, nella prima udienza fissata per l’8 maggio, a stabilire se gli elementi raccolti dai magistrati siano sufficienti per sostenere un processo.
Il fascicolo, coordinato dal pm Gianluca De Leo e istruito dal collega Andrea Zoppi, ruota attorno a due filoni principali. Il primo riguarda il presunto "aggiustamento" di un concorso per operatori sociosanitari. Secondo l'accusa, vi sarebbe stato un intervento illecito per orientare la graduatoria. Oltre a Cuffaro, attualmente ai domiciliari, in questo segmento compaiono figure di spicco della sanità palermitana come l'ex DG di Villa Sofia, Roberto Colletti, il primario Antonio Iacono e lo storico collaboratore dell'ex governatore, Vito Raso.
Il secondo segmento d'indagine si sposta nel siracusano e riguarda la gestione dei servizi di lavanderia e ausiliariato presso l'ASP locale. Qui l'ipotesi è di traffico di influenze illecite. Tra i nomi per cui è stato richiesto il rinvio a giudizio figurano l'ex consigliere regionale calabrese Ferdinando Aiello, l'imprenditore Sergio Mazzola e i legali rappresentanti di società private coinvolte nelle commesse pubbliche.

Un capitolo a parte riguarda la posizione di Saverio Romano, deputato di Noi Moderati. Per l'esponente politico l'ufficio inquirente si avvia verso la richiesta di archiviazione, in seguito al diniego da parte della Camera dei deputati all'utilizzo delle intercettazioni che lo riguardavano. Resta tuttavia aperto un filone stralcio relativo ai rapporti tra Mazzola e la società Dussmann, che sarebbe stata favorita su input politico.
Rispetto alle contestazioni iniziali di novembre, la Procura ha operato una significativa selezione dei capi d'imputazione. Una scelta dettata anche dalle decisioni del Tribunale del Riesame, che hanno spinto i magistrati a concentrarsi sulle ipotesi ritenute più solide sotto il profilo probatorio. L'appuntamento dell'8 maggio rappresenterà dunque lo spartiacque decisivo per definire chi, tra i nove indagati, dovrà affrontare il dibattimento in aula.
