Terrorismo: ecco chi è Hamil Mehdi, l'aspirante foreign fighter (VIDEO)
Gli agenti della Digos di Cosenza indagano su di lui dal 10 luglio scorso, giorno della prima perquisizione effettuata all'interno della sua abitazione a Luzzi
Ha quattro fratelli Hamil Mehdi, il venticinquenne marocchino arrestato stamane a Luzzi nell'ambito di una operazione della polizia contro il terrorismo internazionale.
Il venticinquenne è giunto a Luzzi nel 2006 con i suoi fratelli, tutti più piccoli, e con i genitori. Sin da subito i componenti della famiglia sono stati seguiti dai servizi sociali del Comune. Tutti sono in possesso del permesso di soggiorno illimitato e, secondo quanto raccontano nel paese del cosentino, sono perfettamente integrati. Negli anni scorsi Hamil Mehdi ed il padre hanno ottenuto la licenza dal Comune di Luzzi per svolgere l'attività di commerciante ambulante. I fratelli del venticinquenne, invece, frequentano regolarmente la scuola e uno di questi si dedica al calcio.
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La perquisizione. Il 10 luglio scorso, agenti della Digos della Questura di Cosenza avevano perquisito l'abitazione di Hamil. Al momento del controllo, il giovane, oltre al passaporto marocchino con cui e' stato identificato, era in possesso di uno zaino multitasche contenente un pantalone di tipo militare con le tasche laterali, una camicia, biancheria intima, un tappeto da preghiera, un libro in lingua araba (una pubblicazione dei Fratelli Musulmani sui comportamenti che deve tenere un buon musulmano secondo il Corano), due telefoni cellulari, la somma di 800 euro.
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I sospetti della Digos. Nel corso della perquisizione la Digos aveva appreso dai familiari del giovane che nella stessa serata Hamil avrebbe dovuto fare rientro a casa, elemento contrastante con la sua presenza nella stessa giornata ad Istanbul, da dove è stato respinto. Da qui il sospetto che il venticinquenne marocchino fosse partito alla volta della Siria con l'intenzione di combattere al fianco dei guerriglieri dell'Isis. Ritenendo probabile che Hamil potesse reiterare il tentativo di recarsi nei territori della "jihad", sono stati attivati alcuni servizi tecnici.
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Le indagini sono durate oltre sei mesi. Una serie di indicatori avrebbe evidenziato una "naturale" propensione di Hamil a sposare la causa dell'Isis: utilizzo di piattaforme di comunicazione diverse da quelle abituali (soprattutto whatsapp); l' interesse per immagini, filmati e altri contenuti propagandistici riferiti all'organizzazione terroristica dello Stato Islamico, "linkati" quotidianamente tramite diversi siti telematici d'area. Il materiale informatico in possesso del giovane conteneva immagini di fasi di addestramento e combattimento tra uomini incappucciati, tutti contrassegnati dall'inconfondibile "marchio" dello Stato Islamico. La stessa volontà di raggiungere la Turchia e successivamente il progetto di trasferirsi in Belgio; l'estremo rigore nel seguire i dettami del Corano; alcuni accorgimenti tenuti durante la navigazione in internet per evitare di ricevere virus per evitare di essere intercettati e come operare al fine di disattivarli sarebbero altri indizi circa le intenzioni belliche del ragazzo.
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Profili penali. Il quadro investigativo messo a fuoco dalla Polizia racchiuderebbe i diversi profili penali contemplati dalla nuova legislazione di contrasto al terrorismo internazionale, con particolare riferimento alla fenomenologia dei cosiddetti "foreign fighters", cioè uomini addestrati in Occidente che si spostano in aree di crisi per unirsi ad organizzazioni terroristiche.
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