Cessaniti nel caos: uffici chiusi e servizi fantasma, l’urlo di disperazione dei cittadini
Comune in dissesto e burocrazia paralizzata: l'Anagrafe sbarra le porte mentre il personale qualificato viene dirottato a mansioni marginali. La denuncia: "Siamo abbandonati, intervenga il Prefetto"
"È vietato persino morire, perché nessuno può rilasciare un certificato". È un grido d’allarme intriso di rabbia e rassegnazione quello che si leva da Cessaniti, dove un gruppo di cittadini ha deciso di rompere il silenzio su una gestione amministrativa definita "da paese in guerra". Il Comune, stretto nella morsa di un pesante dissesto finanziario, sembra ormai incapace di garantire anche i servizi minimi essenziali, trasformando la quotidianità dei residenti in un percorso a ostacoli burocratico.
Il simbolo del collasso è un cartello affisso davanti alla porta dell’Ufficio Anagrafe: "Chiuso a data da destinarsi". Per ottenere una carta d’identità o un semplice certificato di stato civile, i cittadini sono costretti a peregrinare come "nomadi" presso gli altri comuni della provincia, sperando nella disponibilità di uffici stranieri. Non va meglio al protocollo, attivo solo a giorni alterni o in fasce orarie ristrettissime, rendendo di fatto impossibile ogni comunicazione ufficiale tra ente e cittadinanza.
A rendere la situazione ancora più inaccettabile, secondo la segnalazione dei residenti, è il paradosso della pianta organica. Nonostante la carenza di servizi, il Comune vanterebbe cinque dirigenti e quattro responsabili di servizio. "Non si capisce cosa facciano oggi," scrivono i cittadini. "Chi ha vinto il concorso come responsabile dell’anagrafe è stato spostato all’ufficio amministrativo a staccare biglietti per una mensa scolastica che, peraltro, non è mai partita per mancanza di fondi. L’ufficio tecnico ha due dirigenti per produrre una manciata di permessi a costruire l’anno".
Un dispiegamento di alte qualifiche che, a detta dei firmatari della denuncia, risulterebbe totalmente slegato dalle reali necessità di una comunità che non ha più nemmeno i servizi di base.
L’articolo dei cittadini punta il dito direttamente contro la classe dirigente locale, accusata di “immobilismo e di continuità con un passato segnato da scandali e ombre”. La critica è feroce: si parla di una politica "muta", guidata da chi ha ricoperto ruoli chiave nelle precedenti amministrazioni per oltre un decennio, senza mai riuscire a invertire la rotta del declino.
Stanchi di vivere in un limbo istituzionale, i cittadini di Cessaniti chiedono ora un intervento drastico. L'appello è rivolto direttamente al Prefetto e al Questore di Vibo Valentia, affinché venga fatta luce sulla gestione del personale e sul ripristino immediato della legalità e dei servizi minimi.
"Ci chiediamo se siamo ancora in Italia," conclude la nota. La richiesta è chiara: rimediare a quella che viene definita "una vergogna" non più tollerabile, restituendo ai cittadini il diritto di avere un’amministrazione che funzioni, che risponda e che, banalmente, tenga le porte aperte.
