Horror e videogame, temi ricorrenti
Cosa hanno in comune un fumetto come Dylan Dog, un film d’animazione come The Nightmare Before Christmas e il romanzo Dracula di Bram Stoker? Sono tre esempi di narrazione accomunati, insieme a decine di altri, dalle sfumature horror più o meno accentuate che li contraddistinguono. L’horror rappresenta da sempre un tema estremamente affascinante per qualsiasi forma narrativa: se i libri costituiscono uno degli esempi più storici, con i grandi romanzi gotici ottocenteschi visti ancora oggi come pietra miliare del genere, oltre a film e fumetti si può pensare a media più giovani come serie TV e, ovviamente, videogiochi. Quello fra videogame e horror, in effetti, è un rapporto particolarmente interessante: le particolarità del videogioco, strumento sempre più realistico, permettono con la stessa facilità adattamenti, trasposizioni od opere genericamente ispirate alle più classiche tematiche horror, così come esplorazioni originali impossibili per altri media. I vari approcci hanno dato vita a diversi titoli, alcuni dei quali decisamente significativi.

Uno dei temi più ricorrenti dell’horror videoludico, tanto da essere quasi sempre associato al videogaming piuttosto che ad altre opere pure eccellenti come fumetti o film, è quello zombie. L’apocalisse zombie è uno degli scenari più diffusamente affrontati nel mondo videoludico, in grado di fare da sfondo alle opere più diverse. Da titoli fortemente narrativi, come i due capitoli di The Last of Us o Days Gone, ad opere più open world come i due Dying Light; da titoli puramente cooperativi, come Left 4 Dead, fino a veri e propri spartiacque del videogioco come la serie Resident Evil. Quest’ultima ha rivoluzionato il genere survival e, dopo aver esordito nel 1996, ancora oggi rappresenta uno dei prodotti di punta del genere, annoverando titoli originali, con l’ultimo uscito lo scorso anno, remake, film, fumetti e altro ancora.

Approcci più soft all’horror sono invece quelli basati su temi più commerciali e, fra questi, spicca ovviamente Halloween: zucche, gatti neri e cappelli da strega sono fra i simboli più collegati a tale ricorrenza, e in quanto tali se ne fa ampio uso anche nel videogaming. Basti prendere come esempio la slot machine 3 Witches, tra le principali nella variegata offerta tematica proposta da un operatore specializzato come PokerStars Casino: l’uso di simboli, inscindibilmente legato a una slot machine, rende possibile includere proprio numerosi riferimenti horror. Sulla stessa falsariga si pone Medievil, iconica avventura dinamica platform del 1998 e con un remake del 2019: anche in questo caso, l’iconografia gotica di Halloween è particolarmente in evidenza.
Non potevano mancare incursioni videoludiche nei temi dell’horror gotico, filone che ha avviato la letteratura horror e in grado di regalare opere fondamentali, come il Frankenstein di Mary Shelley o il Dracula di Bram Stoker. Proprio in questo filone si colloca Vampyr, un action RPG ambientato nella Londra post vittoriana del 1918. Il protagonista è un ematologo che diviene vampiro e, nel solco dei classici del gotico, è in costante tensione tra la ricerca scientifica di una cura e l’abbandonarsi alla sua nuova condizione.

Un approccio più psicologico all’horror è invece quello scelto dallo studio italiano LKA per Martha is Dead, uscito nel corso di quest’anno. La storia segue le vicende della protagonista, nelle campagne toscane del 1944, alla ricerca della verità su sé stessa e sulla propria sorella gemella, toccando temi profondamente introspettivi e psicologici. Merita menzione il fatto che alcune scene particolarmente forti, oggetto di gameplay in alcune versioni del gioco, siano state trasformate in semplici filmati in altre: al di là delle critiche verso tale scelta, si tratta di un aspetto che pone in evidenza proprio le specifiche potenzialità del videogaming nei confronti del genere horror. Gli stessi autori, tra l’altro, hanno firmato un altro titolo nel quale, sebbene tendenzialmente thriller, non mancano elementi attinti dall’horror: The Town of Light, ambientato nell’ex manicomio di Volterra.
Infine, altro approccio diffuso è quello all’horror letterario, portando nel videogaming opere di maestri della letteratura horror. Tra i tanti meritano menzione i titoli basati sui lavori di Lovecraft, la cui produzione letteraria ha avviato il filone dell’horror cosmico: fra i vari titoli si possono citare la serie Call of Chtulhu, Necronomicon e, soprattutto, The Sinking City. Quest’ultimo, uscito nel 2019, è uno dei lavori tipicamente letterari della software house Frogwares, nota per i suoi titoli su Sherlock Holmes: nel caso in questione i riferimenti alle opere di Lovecraft permeano l’intero titolo che, a partire dalla trama, mette in scena una vera e propria avventura videoludica nel mondo dell’autore statunitense.
