Prostituzione minorile nel Vibonese, arrestati respingono tutte le accuse
Conclusi gli interrogatori di garanzia effettuati per rogatoria dal gip nel carcere di Vibo. Sacerdote, pensionato e bulgaro hanno risposto al giudice
di GIUSEPPE BAGLIVO
Si sono svolti stamane nel carcere di Vibo gli interrogatori di garanzia per i tre arrestati nell'ambito dell'operazione denominata "Settimo cerchio" condotta dalla Squadra Mobile vibonese con il coordinamento della Procura di Catanzaro. Per rogatoria del gip distrettuale, Giuseppe Perri, competente per tale tipologia di reati (prostituzione minorile e corruzione di minore aggravata), il gip del Tribunale di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli, ha proceduto all'interrogatorio di don Felice La Rosa, 41 anni, di Calimera (frazione di San Calogero) e già parroco di Zungri, e quindi a quello di Francesco Antonio Pugliese, 64 anni, pensionato di Zungri, e di Iliev Miroslav, 28 anni, di nazionalità bulgara, quest'ultimo accusato di aver procurato ai primi due un minore di 15 anni costringendolo a prostituirsi in cambio di denaro. Gli ultimi due sono difesi dall'avvocato Antonino Crudo.

Gli arrestati hanno risposto al gip. Nessuno dei tre arrestati si è avvalso della facoltà di non rispondere. Dinanzi al magistrato hanno tutti respinto le accuse cercando di chiarire la propria posizione in ordine ad ogni contestazione. L'hanno fatto nel corso di un interrogatorio durato complessivamente quasi due ore, negando ogni addebito e fornendo spiegazioni su ogni condotta che emerge dall'ordinanza del gip e dal lavoro svolto sul "campo" della Squadra Mobile di Vibo Valentia diretta da Tito Cicero e che si avvalsa di diversi riscontri e dell'ascolto di molte intercettazioni. Gli interrogatori verranno ora girati dal gip del Tribunale di Vibo Valentia al competente giudice di Catanzaro per le valutazioni del caso. La difesa degli arrestati si prepara invece a presentare ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere l'annullamento o la riforma della misura custodiale.

Le accuse e gli scenari possibili. I tre arrestati sono accusati a vario titolo dei reati di prostituzione minorile e corruzione di minore aggravata. In cambio di denaro, il bulgaro Miroslav Iliev avrebbe procurato ed adescato un minore quindicenne, facendo da intermediario con il prete (sospeso dal vescovo dopo l'arresto) ed il pensionato. Ogni prestazione sessuale sarebbe stata pagata con 50 euro di cui 30 li avrebbe trattenute il bulgaro e 20 sarebbero andate al minore. Le contestazioni coprono un arco temporale che va dal gennaio al febbraio 2016, con specifici episodi di corruzione di minore e prostituzione minorile che sarebbero avvenuti a Zungri, Briatico, Mileto e Vibo. Il giro di prostituzione sarebbe però molto più vasto e su questo la Squadra Mobile di Vibo Valentia, guidata da Tito Cicero, è impegnata a fare piena luce.
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