Dopo l'operazione a Cropani e Isola di Capo Rizzuto, del 6 maggio scorso, oggi un'altra attività del Comando Provinciale dei Carabinieri di Catanzaro nel contrasto al fenomeno dell'usura.  Anche in questo caso le vittime sono commercianti e imprenditori che si sono rivolti all'Arma dei carabinieri e hanno denunciato i loro strozzini.

Estorsione e usura. I carabinieri della Compagnia di Soverato hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di misure personali e reali emesse dal gip del Tribunale di Catanzaro nei confronti di una coppia di coniugi di Guardavalle, accusati di usura ed estorsione ai danni di due commercianti. Si tratta di Francesco Galati, 43enne e di Giuseppina Taverniti, 40enne, entrambi residenti nel Comune di Guardavalle. Per il primo è stata applicata la misura cautelare in carcere, per la seconda gli arresti domiciliari. Indagato a piede libero Angelo Gagliardi, di 25 anni, anche lui residente a Guardavalle, tutti e tre difesi dal legale Vincenzo Cicino. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Soverato e da quelli della Stazione di Guardavalle, su richiesta del sostituto procuratore Debora Rizza, con la supervisione del procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e del procuratore capo  Nicola Gratteri.

L'inchiesta. Le indagini hanno avuto inizio nel maggio 2019, a seguito della denuncia presentata alla Compagnia dei carabinieri di Soverato dalle vittime, titolari di un esercizio commerciale e un’attività produttiva, ed è stata sviluppata attraverso indagini tecniche (intercettazioni telefoniche, ambientali e analisi di dati), attività tradizionali (osservazioni, controlli e pedinamenti) e accertamenti patrimoniali. Gli elementi acquisiti nel corso dell’attività investigativa hanno consentito di accertare le difficoltà economiche e il conseguente stato di bisogno delle vittime, indotte a ricorrere a canali abusivi di credito, ricevendo in prestito dagli usurari la somma iniziale di  20mila euro, nel 2016 e ulteriori dazioni successive, per complessivi 200mila euro.

Il sequestro. In relazione alla citata pendenza creditoria, sono state anche documentate le ricorrenti condotte estorsive messe in atto dagli indagati nei confronti delle vittime, mediante minacce di morte e percosse, altresì finalizzate all’impossessamento di beni immobili e attività commerciali di proprietà delle stesse. I fatti oggetto delle indagini sono stati inquadrati in un più ampio contesto di matrice ‘ndranghetista, attesa la riconducibilità degli indagati alla cosca Gallace, attiva nell’area ionica catanzarese, con proiezioni nel Lazio e in Lombardia.
Nel medesimo contesto, è stato eseguito un sequestro preventivo di beni mobili e immobili riconducibili agli indagati nei comuni di Guardavalle, Soverato e Nettuno, per un valore complessivo di oltre 100mila euro.

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