Usura ed estorsione ai danni di un commerciante di Cropani, nel Catanzarese. Con questa accusa i carabinieri della Compagnia di Sellia Marina hanno arrestato tre persone di Isola Capo Rizzuto in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura distrettuale antimafia guidata da Nicola Gratteri. Ai domiciliari sono finiti Vittorio e Tommaso Raso di 36 e 22 anni mentre a Luigi Raso di 61 anni, già detenuto per altra causa, è stata notificata la custodia cautelare in carcere.

L'inchiesta. Il provvedimento scaturisce da un'attività investigativa condotta dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Sellia Marina e da quelli della Stazione di Cropani che hanno agito sotto il coordinamento dei sostituti procuratori Paolo Sirleo e Domenico Guarascio e la supervisione del procuratore capo Nicola Gratteri. Le indagini hanno avuto inizio a seguito di una denuncia presentata nel novembre del 2019 alla Stazione dei Carabinieri di Cropani dalla vittima, titolare di un esercizio commerciale, ed è stata sviluppata attraverso indagini tecniche (intercettazioni telefoniche e analisi dati), attività tradizionali (osservazioni, controlli e pedinamenti), accertamenti documentali.

L'ipotesi accusatoria. Gli elementi acquisiti nel corso dell'attività investigativa hanno consentito di accertare le difficoltà economiche e il conseguente "stato di bisogno" della vittima, dovuto alla necessità di sostenere varie spese, anche per le cure mediche di familiari, che l'aveva a indotta a ricorrere, nel 2010, a canali abusivi di credito, ricevendo in prestito dagli usurai la somma originaria di 4mila euro. E' stato, pertanto, ricostruito il rapporto creditizio imposto, che prevedeva la restituzione della somma complessiva di 20mila euro a fronte di un debito iniziale contratto con l'applicazione di tassi usurai pari al 100% annuo. "In relazione alla pendenza creditoria, sono state anche documentate - spiega un comunicato della Procura di Catanzaro - le ricorrenti condotte estorsive messe in atto nei confronti della vittima rivolgendo minacce di morte anche attraverso l'uso di una pistola nella disponibilità degli indagati".

Matrice 'ndranghetista. I fatti oggetto delle indagini sono stati inquadrati in un più ampio contesto di matrice 'ndranghetista, attesa la riconducibilità dei soggetti destinatari del provvedimento cautelare a una famiglia gravitante nell'ambito delle cosche di Isola Capo Rizzuto.

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