L'Europa delle stragi, i calabresi emigrati testimoni inconsapevoli del terrore
Nelle parole dei testimoni dell'ennesima strage, quella di Monaco, il racconto delle speranze recise dei calabresi emigrati
di ILARIA LENZA
"C'era panico ovunque, gente che urlava e correva". Frammenti di ricordi, di attimi che sanno di infinito, di paura. Istantanee del terrore. Nelle parole dei testimoni inconsapevoli dell'ennesima strage, quella di Monaco, c'è il racconto della tragedia, le immagini dell'orrore passate in rassegna più e più volte davanti agli occhi del mondo, delle nazioni, dei calabresi: di un'intera generazione di giovani emigrati in cerca di occupazione e lavoro. C'è il racconto delle speranze recise di ogni europeo, di ogni calabrese inserito in un qualche contesto dell'Unione.
La testimonianza. Un testimone calabrese della strage di Monaco, intervistato dalla Tgr Calabria, racconta l'incertezza di una vita fin qui vissuta al sicuro e in qualche modo turbata dall'ombra del terrorismo. Il terrore delle stragi sta squarciando in questo luglio l'Europa dai tanti pezzi, lontani e mai così vicini. Il dibattito del "dentro o fuori", della moneta che sale e scende, in un giorno qualunque di luglio scompare. Al suo posto, il "viaggio" di ciascun europeo catapultato fuori dalla sua realtà. A Parigi, a Bruxelles, a Nizza, a Monaco.
Il continente. L'Europa, che si tratti o meno di terrorismo internazionale, piomba nel buio delle stragi, del disagio sociale, dell'integrazione fallita. "Non sapevo cosa fare, penso che oggi non esistano più città sicure". La normalità, d'un tratto, viene cancellata. A Monaco, in Calabria, dove intere famiglie vivono nell'apprensione per un caro residente all'estero. "Domani - dice il testimone alla Tgr - andrò a lavoro, con paura, ma cercando di andare avanti". Avanti ancora, con razionalità. Ma con la voglia di non farsi vincere dalle emozioni, che sono le stesse oggi in tutto il continente.
*foto in evidenza tratta dal Corriere della Sera online
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