La testimonianza di Adele De Angelis, funzionaria della Commissione europea il cui edificio si trova nella zona della Metro, obiettivo di uno dei tre attentati

di MIMMO FAMULARO

Sono migliaia i calabresi che vivono a Bruxelles. Molti di loro lavorano negli uffici della Commissione Europea, il cui edificio principale si trova a pochi passi dalla stazione Metro Schuman, uno dei tre punti colpiti dagli attentati che hanno sconvolto la capitale belga.

Il racconto di una vibonese. Una delle uscite di questa stazione porta alla sede della Commissione europea dove lavora Adele De Angelis, originaria di Vibo Valentia, da dieci anni a Bruxelles. Il destino ha voluto che nel giorno degli attentati, Adele si trovasse in Italia, in Calabria, nella sua Vibo Valentia dove è rientrata insieme a tutta la sua famiglia per trascorrere le vacanze pasquali. Anche lei è stata avvertita dalla Commissione europea di restare a casa o all'interno degli uffici. Per fortuna oggi Adele De Angelis non si trovava nella sua abitazione di Bruxelles e neanche nel suo ufficio a due passi dalla Metro Schuman. Era a casa a Vibo, insieme al marito che lavora al Parlamento europeo e ai suoi due figli. "Appresa la notizia - racconta a Zoom24 - ho telefonato ai miei colleghi. Per fortuna stanno bene, ma hanno vissuto ore di terrore. Una di loro, una spagnola, si trovava alla stazione al momento dell'esplosione ed un altro, un romeno, è passato da lì. Io non prendo mai la Metro, ma per arrivare agli uffici della Commissione faccio sempre quella strada e parcheggio l'auto proprio di fronte all'uscita dove si è verificato l'attentato".

Paura per i figli. Adele De Angelis è rientrata in Italia mercoledì scorso. "Abbiamo preso l'aereo da Charleroi e non da Zaventem, l'aeroporto colpito quest'oggi. Mi sento coinvolta in prima persona perché vivo a Bruxelles da dieci anni ormai. Hanno diminuito il livello d'allerta dopo la cattura del terrorista, ma visto che in giro ce n'erano altri l'allarme doveva rimanere alto. A Bruxelles più che nel terrore si vive ormai nell'angoscia. La mia principale preoccupazione è per i figli. Il più grande frequenta la scuola europea, la più piccola va all'asilo nido della Commissione. Entrambi gli edifici sono considerati obiettivi sensibili".

Ritorno in Belgio. Vorrebbe rimanere in Italia il più a lungo possibile Adele, ma giovedì prossimo dovrà rientrare in Belgio. "La nostra vita, quella mia, di mio marito e dei miei figli, è ormai lì, a Bruxelles. Ci torneremo inevitabilmente la prossima settimana, trascorse le vacanze pasquali. La paura è forte e loro vogliono farci vivere nel terrore. E' quello che non dobbiamo fare".