A Vibo aumenta la tassa sui rifiuti: Consiglio comunale approva tariffe Tari 2021

In crescita, quindi, la spesa per i cittadini. La maggior percentuale di raccolta differenziata ha assorbito parte degli ulteriori costi

Il Consiglio comunale di Vibo Valentia ha approvato il piano economico finanziario della Tari (la tassa per i rifiuti, ndr) e le relative tariffe per il 2021. Il costo complessivo del servizio è aumentato, e quindi ci sarà un aumento per i cittadini, ed è quest’anno di 7,392 milioni di euro (rispetto ai 5,9 milioni di l’anno scorso e due anni fa). L’atto è stato approvato con 15 voti favorevoli e 3 contrari, ovvero gli unici presenti dell’opposizione (gli altri erano assenti per protesta): Miceli e Policaro (Vibo Democratica) e Soriano (Pd). “Il costo è superiore rispetto a quello degli anni precedenti – ha evidenziato l‘assessore al Bilancio Maria Teresa Nardo – per diverse ragioni: ci sono stati degli aumenti del costo del conferimento in discarica dell’indifferenziato; c’è poi stato un adeguamento dei costi per quanto previsto da Area (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ndr); e infine ci sono state le somme in più per la spesa causata dai rifiuti ‘speciali’ legati al Covid“.

I rifiuti “speciali” dei positivi.
Riguardo i costi dei rifiuti “speciali” delle persone in quarantena a causa del Coronavirus, infatti, il Governo ha disposto che – invece di farli gravare nel 2020 “visto che era già un periodo difficile” – venissero spalmati in tre anni dal 2021 al 2023. In particolare il Comune di Vibo, a riguardo, dovrà sostenere la spesa di 539mila euro all’anno.

Il 55% di evasione della Tari.
“È normale che il Comune i 7 milioni li deve sostenere tutti – ha poi sottolineato l’assessore Nardo – ma poi il recupero che si riesce a ottenere non garantisce la copertura totale, diventeranno residui attivi”. Spiegando che il Comune di Vibo riesce a riscuotere, per quanto riguarda la Tari, il 40% spontaneo e il 5% in modo coattivo: “Molti di questi ritengo che siano evasori non perché non vogliono ma perché non possono, voglio pensare sia così, e mi auguro che la situazione migliori con il miglioramento delle condizioni dei cittadini vibonesi e ci sia un maggior contributo”. È però importante precisare che i dati non sono completi e quindi vanno presi con le pinze ma, all’incirca, si può considerare realisticamente un 40% di evasione (nel 2019, prima del Covid, la riscossione era del 57,38%). Numeri che continuano a rimanere drammatici.

I costi.
A specificare i costi della spazzatura è stato l’assessore all’Ambiente Vincenzo Bruni: “Paghiamo 360 euro a tonnellata per l’indifferenziato e 160 per l’organico. Questo avviene anche perché non siamo autosufficienti, ci dobbiamo far ospitare dalle altre province”. Precisando inoltre che, in ogni caso, la riduzione della quantità di indifferenziato prodotta dai cittadini ha portato ad assorbire, in parte, l’aumento del costo dello stesso.

L’opposizione.
Dai banchi dell’opposizione è intervenuto il consigliere Stefano Soriano (Pd) che ha parlato di “aumento drammatico” e ha posto l’accento sullo “storico problema” della riscossione: “Più aumenta il costo più ci saranno persone che non hanno possibilità di pagare“. Mentre Giuseppe Policaro (Vibo Democratica) ha affermato che “facciamo pagare di più per far funzionare un servizio che non soddisfa pienamente i cittadini”, denunciando anche il fatto che la pratica non era stata preventivamente fatta passare in Commissione e “si finisce solo per ratificare decisioni prese in altre sedi“. Il consigliere di maggioranza Domenico Console (Forza Italia), in conclusione, ha voluto precisare che “il costo della Tari per i singoli non cambia in base all’evasione fiscale perchè è determinata da altri parametri, per i cittadini cambia perchè avranno dei servizi in meno”.