Vibo, opposizione diserta Consiglio comunale: “Amministrazione arrogante e dispotica”

L’accusa: “Sulle tariffe Tari ancora una volta ci troviamo difronte alla presentazione di procedure irregolari”

Non intendono partecipare al Consiglio comunale di Vibo di oggi “come segno di protesta avverso un modo di amministrare arrogante e dispotico, che, in barba al principio della democrazia, finisce per svilire il ruolo del consigliere comunale, determinando un vulnus insanabile rispetto alle proprie prerogative”. La decisione è stata presa dai consiglieri, Luciano, Pugliese, Scrugli, Santoro, Pisani e Comito. A cui si aggiunge anche il consigliere di maggioranza Elisa Fatelli.

Non è la prima volta che talune pratiche di particolare importanza e rilevanza finiscono per arrivare direttamente in Consiglio senza passare per le Commissioni, precludendo di fatto ai consiglieri – si legge in un comunicato congiunto – la possibilità di apportare contributi anche migliorativi rispetto alle originarie proposte, oltre che consentire di essere messi nelle condizioni di esprimere un voto consapevole, o di valutare la vera e propria legittimità degli atti stessi. Anche in questo caso infatti viene ad essere celebrato un Consiglio comunale, a distanza di soli nove giorni rispetto all’invio delle pratiche. Un termine irrisorio se si considera che per le pratiche di bilancio e suoi allegati, le stesse devono essere depositate entro un termine minimo non inferiore a 20 giorni”.

Non solo il metodo viene ad essere contestato, ma anche nel meritonutriamo forti dubbi. Infatti ci si chiede come mai a bilancio di previsione approvato, il Consiglio comunale viene convocato per deliberare sulle tariffe Tari? Ancora una volta, ci troviamo difronte alla presentazione di procedure irregolari, al pari di quanto di recente accaduto nel settore delle politiche sociali, con una proroga alquanto discutibile e rispetto alla quale le sottoscritte si riservano di effettuare gli opportuni approfondimenti, non escludendo il ricorso agli organi competenti, affinché si faccia definitivamente luce e chiarezza sulla legittimità o meno di questa procedura”.

Così come anche notevoli dubbi emergono in merito all’esternalizzazione del Servizio Tributi, in quanto “nella stessa determina di approvazione del bando di gara, il dirigente competente, in via del tutto anomala e irrituale, dichiarava che gli impegni di spesa saranno assunti con successivo atto. Con forza dunque esprimiamo il nostro totale dissenso rispetto a un modo di Amministrare che non condividiamo nel metodo e nel merito. Invitiamo tutti i consiglieri comunali ad uno scatto d’orgoglio per impedire che il Consiglio comunale finisca per diventare il passacarte di una Giunta, che con slogan e propaganda, pensa di riempire il vuoto di una politica assente e lontana anni luce dai reali bisogni della comunità“.