"La Madonna ancora lacrima?": San Gregorio tra (tanta) fede e (poco) scetticismo attende le analisi dell'Unical
"La Madonna ancora lacrima?". Qualcuno scherza a San Gregorio d'Ippona, piccolo centro alle porte di Vibo Valentia. Sono passati una decina di giorni da quando la statuetta della Madonna, posizionata nel giardino di una casa privata, è stata trovata con delle "lacrime" di "sangue". In realtà sangue non è, dice il laboratorio "Salus-Mangialavori" che è stato incaricato di effettuare le prime analisi (QUI il video). La città però non si accontenta di questa mezza risposta (se non è sangue allora cos'è?) e il sindaco, Pasquale Farfaglia, ha preso contatti con l'Università della Calabria per effettuare le analisi definitive che diranno se si tratta di colorante, pittura o simili - e in tal caso si potrà dire "addio" al presunto miracolo - o di un liquido sconosciuto, e allora qualche dubbio inizierà a essere legittimo.
Nel frattempo la statua è stata sigillata con tanto di firme delle autorità. E, almeno per ora, non c'è stato nessun pellegrinaggio, nessun via vai continuo di fedeli in processione. Ci siamo recati per diversi giorni nei pressi della statua e, spesso, non c'era assolutamente nessuno. Niente folla, dunque, anche se ogni tanto qualcuno si vede. Incontriamo ad esempio una giovane coppia di Vibo Marina che, molto credente, ci spiega che è già la terza volta che viene in visita. Il loro parere è netto: "Non importa se è vero o no. Ci ha riuniti qua intorno a lei, e questo è già un miracolo".
Ma non sono i soli ad andare a vedere la "madonnina che lacrima" (anche se in realtà andrebbe declinato al passato, che ha lacrimato). Ogni sera verso le 21:30, ci racconta un vicino dell'anziana 99enne proprietaria dell'abitazione dove si trova la statuetta, una decina di paesani si riuniscono per dire il rosario. E ci assicurano che negli ultimi giorni sono arrivate diverse persone da tutta la provincia e non solo. "C'è chi piange quando la vede", qualcuno invece lascia un fiore e se ne va. Il tutto mentre l'atmosfera nel piccolo paese sembra un po' quella per cui, al di là delle analisi, il miracolo c'è stato eccome. Tanto che ci si spinge a ricordare il caso di Pannaconi del 2019 (ne avevamo parlato QUI e QUI) dove "per la Chiesa non era vero ma lì ci credono tutti".
Si aspettano ora le analisi della prossima settimana. Anche se, intanto, il "gioco" preferito di casa in casa, di bocca in bocca, di whatsapp in whatsapp, sembra essere quello di trovare le "stranezze" che dovrebbero - in teoria - confermare il "miracolo". C'è chi avrebbe notato la presenza di più sangue dopo le prime analisi (QUI il video), chi evidenzia una "strano" lampeggiamento della piccola lampadina solo in alcuni video, e chi - infine - rimarca che il giorno in cui è stata diffusa la notizia (l'1 luglio) era la festa del "Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo" (una ricorrenza che nel 1970, con la riforma del calendario liturgico, è stata unita alla celebrazione del Corpus Domini). Tutte considerazioni che sembrano legate più alle fede che alla ragione e, per ognuna di queste, c'è in realtà una spiegazione razionale. Ma tutto resta possibile e alla fine, quasi paradossalmente, sarà la scienza - dell'Università della Calabria - a fornire una prima risposta. Ma i cittadini del Vibonese si fideranno? Probabilmente non della Chiesa "a cui queste cose non piacciono" risponde qualcuno, rievocando involontariamente un tassista di Forlì del lontano (si fa per dire) 2006. Anche in quel caso c'erano le "lacrime di sangue" e c'era una Madonna: la storia sembra ripetersi ma, questa volta, in tutt'altra parte d'Italia.
