Il presidente del Tribunale di Vibo Valentia, Antonio Erminio Di Matteo, ha rigettato la richiesta di astensione presentata dai giudici Brigida Cavasino, presidente del collegio giudicante del maxi processo Rinascita Scott, e del componente a latere Gilda Romano. I due magistrati avevano presentato l’istanza in nome di una potenziale incompatibilità a giudicare in quanto si sono già espresse su alcuni fatti di indagine nella sentenza che, lo scorso 27 ottobre, ha portato a diverse condanne nel processo "Nemea" contro il clan Soriano di Filandari. La richiesta era stata presentata contestualmente alla decisione di astenersi dell'originario presidente del collegio, il giudice Tiziana Macrì (ne abbiamo parlato QUI).

Una decisione, inaspettata, che rischia adesso di allungare i tempi del processo. L'avvocato Diego Brancia ha infatti presentato una richiesta di ricusazione, già depositata nella giornata di ieri, chiedendo alla Corte d’Appello di valutare l’incompatibilità dei giudici che il legale sostiene invece esserci. Proprio per questa ragione, conseguentemente, l'avvocato Brancia ha chiesto al collegio giudicante di non decidere - nell’udienza di oggi - sulla riunione di alcuni filoni processuali, in quanto si corre il rischio di prendere una decisione “su un'istanza che ha effetti processuali significativi” prima ancora di sapere se si tratta di un giudice competente. “Finché la Corte d'Appello non decide - ha però risposto il presidente Brigida Cavasino - noi proseguiamo”. (a.s.)

Rinascita, "falsa partenza" per il maxi processo: i giudici si astengono
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