Giornalisti non graditi al Comune di Vibo: "Tanto mandiamo un comunicato stampa"
Ha del surreale quanto avvenuto questa mattina al Comune di Vibo Valentia. Ci sarebbe da piangere, se non fosse che l'ostilità dell'Amministrazione verso la stampa ha ormai raggiunto tratti comici. Il sindaco Maria Limardo ha invitato il giornalista di Zoom24, presente per assistere alla riunione con i presidi delle scuole elementari e medie della città, ad allontanarsi dalla stanza, con l'unica concessione di poter fare una foto prima di andar e via e chiudere la porta. Eravamo lì per poter raccontare senza filtri, così come abbiamo fatto per le scuole superiori, la situazione degli istituti del primo ciclo d'istruzione che si trovano ad affrontare l'emergenza Coronavirus con un'importante mancanza di aule.
Le assurde motivazioni del sindaco Limardo
I fatti hanno del surreale perchè nel giro di un minuto il sindaco è passato da "si può restare, non ho nessun problema con la stampa" a "ma vuole assistere a tutta la riunione?". Arrivando poi a chiedere più volte ai dirigenti scolastici presenti "però se qualcuno ha qualche problema lo dica". Nessuno si è opposto, ma il sindaco Limardo aveva ormai deciso che la stampa doveva andar via e ha provato ad arrampicarsi sugli specchi: "Ma tanto poi mandiamo un comunicato stampa". Ah ecco! L'unica verità che può essere raccontata è quella ufficiale, di parte, che decide il sindaco. Non è possibile per la stampa raccontare i fatti in modo imparziale: al Comune di Vibo può passare solo una versione, quella che l'Amministrazione decide debba essere raccontata. Magari con i sempre presenti "il sindaco Limardo si è interessato personalmente della questione e ha rassicurato tutti..." et similia. Modello orwelliano insomma.
"Non ci sono altri giornalisti presenti"
Alle riunioni dei presidi convocate dalla Provincia la stampa è sempre stata accolta senza problemi. Nulla da nascondere. Anche se i giornalisti presenti erano uno o due. Per la Limardo, invece, il numero è un fattore discriminante: "Non ci sono altri giornalisti presenti - ha provato a spiegare - quindi per uniformità...". Noi ci abbiamo messo la nostra buona volontà per spiegare che se altri giornalisti non erano (in quel momento) presenti questa non poteva essere una valida motivazione per cacciare la stampa. Nulla. Giusto una foto prima di andar via. "Com'è umana lei", commenterebbe qualcuno.
La palpabile tensione prima dell'arrivo del sindaco
Prima che Maria Limardo arrivasse, inoltre, la tensione nell'aria era evidente. E così se in un primo momento eravamo stati invitati ad entrare nella sala della riunione, nell'attesa di sapere se alla stampa era permesso o meno l'accesso, poco dopo siamo stati invitati ad uscire prima che lo stesso sindaco Limardo non prendesse bene la nostra presenza non autorizzata. Eppure non volevamo far altro che raccontare un fatto di indubbio interesse pubblico: la situazione delle scuole vibonesi. Poter informare i cittadini su dove andranno a scuola i più piccoli di questa città, liberamente e senza filtri, è forse chiedere troppo?
