Vibo, taglio ai costi della politica? Limardo e maggioranza dicono “no”

Nello stesso periodo in cui si chiedono grandi sacrifici ai cittadini, la politica ha deciso di tenersi i suoi privilegi bocciando un emendamento del consigliere Soriano. Ecco i nomi di chi ha votato contro

Il sindaco Limardo, sempre pronta a chiedere grandi sacrifici ai cittadini, non si è posta nessun problema a votare “contraria” all’emendamento del consigliere comunale Stefano Soriano, del Partito Democratico, che mirava a ridurre fortemente i costi della politica a Vibo Valentia. Nessun problema neanche per la maggioranza e per l’esponente di minoranza Pietro Comito: tutti rappresentanti dei cittadini che non hanno alcuna intenzione di ridursi lo “stipendio” (di fatto) che gli entra ogni mese tramite i gettoni di presenza. E poco importa se una parte di quei soldi – oltre 20mila euro al mese complessivi per pagare 30 consiglieri (la dimissionaria Luisa Santoro e Elisa Fatelli hanno rinunciato) – si sarebbero potuti utilizzare per aiutare i più bisognosi, riparare buche, organizzare eventi culturali. Quando qualche cittadino chiederà dei servizi decenti la risposta è già pronta: “Eh mi dispiace, non ci sono soldi”.

Un vero e proprio “gettonificio”. Il tutto è accaduto questa mattina durante la seduta del Consiglio comunale. Si discuteva del regolamento delle commissioni consiliari, quegli organi che un’inchiesta di Zoom24 ha rivelato essere, a Vibo Valentia, abbastanza inefficienti. “Un vero e proprio gettonificio” li definì all’epoca un consigliere di minoranza. Il Consiglio, con l’orgoglio di chi sta dando vita a un grande atto politico, ha presentato il nuovo regolamento – così come uscito dalla prima commissione – che riguardo il gettone di presenza stabilisce soltanto che per ottenerlo bisogna essere presenti ad almeno 25 minuti della riunione. Dei tanti problemi, quindi, ne risolve soltanto uno: quello di chi arriva e se ne va dopo 10 minuti, e per questo veniva pagato dai cittadini.

Il taglio a cui hanno votato “no”. La proposta del Pd prevedeva poche cose ma necessarie per evitare di sprecare i soldi dei contribuenti: se si partecipa a più commissioni nell’arco della stessa giornata si prende un solo gettone di presenza, come avviene già in altri Comuni; si deve essere presenti ad almeno 2/3 della seduta (nessun lavoratore, normalmente, viene pagato se non rispetta l’orario di lavoro); l’ordine del giorno con cui ci si riunisce deve essere specifico e non generico e deve contenere più di un argomento, salvo i casi di comprovata urgenza o indifferibilità, incentivando quindi l’accorpamento delle sedute. Al momento, infatti, le cinque commissioni consiliari si riuniscono, ciascuna, 3 o 4 volte a settimana, spesso con una durata di circa 45 minuti e con un solo punto all’ordine del giorno. Perchè non riunirsi di meno ma per più tempo, facendo risparmiare soldi ai cittadini?

Le “scuse” della maggioranza. Domanda lecita, risposta divertente. Perchè i pochi che hanno deciso di intervenire hanno tirato fuori diverse scuse. C’è chi, come la consigliera Maria Corrado, ha addotto come motivazione il fatto che avevano già lavorato tanti giorni sul regolamento e il consigliere Soriano (che però non fa parte della prima commissione che si è occupata della questione) era stato sempre assente. Oppure chi, come Domenico Console, ha tirato in mezzo il fatto che è contrario a un taglio dei costi della politica che riguarda “coloro che affrontano quotidianamente i problemi” e non, ad esempio, i parlamentari (classico esempio, questo, di “benaltrismo”); e rivendicando il fatto che la qualità del loro lavoro non si misura con il tempo (cosa c’entra con la necessità di accorpare le sedute e di non riunirsi inutilmente, però, non è dato saperlo). Insomma, mentre Stefano Soriano annuncia che la battaglia non finisce qui, e mentre il resto dell’opposizione (ad esclusione di Pietro Comito) vota favorevole “per senso di unità della minoranza” ma senza troppa convinzione, il sindaco Limardo e la sua maggioranza si tengono i loro privilegi. Senza alcuna vergogna nei confronti dei cittadini costretti ogni giorno, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria, a grandissimi sacrifici.

I nomi di chi ha votato contro. Hanno votato contro: Maria Limardo, Lorenza Scrugli, Zelia Fusino, Agostino Naso, Maria Carmosina Corrado, Nazzareno Putrino, Giuseppina Colloca, Katia Franzè, Paola Cataudella, Gerlando Termini, Danilo Tucci, Giuseppe Cutrullà, Antonino Roschetti, Domenico Console, Giuseppe Calabria, Lorenzo Lombardo, Raffaele Iorfida, Serena Lo Schiavo, Antonio Schiavello, Leoluca Curello, Pietro Comito. Hanno votato invece favorevolmente: Stefano Soriano, Stefano Luciano, Domenico Santoro, Silvio Pisani, Marco Miceli, Loredana Pilegi, Giuseppe Policaro.