Ecopiana contro l’interdittiva antimafia: “La nostra impresa è basata sulla trasparenza”

Il Tar accoglie la sospensiva e si attende la decisione di merito. “I soci Guerrisi, titolari dell’impresa, non hanno rapporti di parentela stretti con soggetti attualmente indagati per mafia”

Il Tar – sezione staccata di Reggio Calabria – ha accolto la sospensiva contro l’interdittiva antimafia della Prefettura di Reggio Calabria a carico dell’azienda “Eco Piana”, provvedimento prontamente impugnato dall’impresa tramite i suoi legali. La ditta chiarisce in una nota, che tutti gli incarichi affidatele sono stati oggetto di trasparenti procedure di evidenza pubblica, precisando che i soci Guerrisi, titolari dell’impresa, non hanno rapporti di parentela stretti con soggetti attualmente indagati per mafia. “Riguardo a presunte contiguità familiari, inoltre, l’argomento era abbondantemente noto alla Prefettura di Reggio Calabria sin dal 2016. All’epoca la vicenda era stata accuratamente vagliata dall’Ufficio territoriale del governo che aveva negato qualsivoglia rilevanza a tutta quella serie di informazioni, risalenti di diversi decenni, peraltro relative a vicende giudiziarie definite con provvedimenti assolutori”.

In ordine all’accostamento con l’indagine “Rinascita Scott” e ai presunti “intrecci” tra la società e il fascicolo dell’operazione contro la ‘ndrangheta, sottolineano “la trasparenza dei rapporti intrattenuti dalla proprietà. Invero, le ipotesi tratte da banali conversazioni su temi di lavoro, che secondo l’interdittiva deporrebbero nel senso della posizione proprietaria occulta di Lo Riggio in Eco Piana, sono smentite dall’epilogo dell’inchiesta in cui nemmeno a carico di Lo Riggio è stata formulata alcuna contestazione afferente a presunte cointeressenze illecite nell’azienda”. Intanto si attende la decisione di merito dei giudici amministrativi.

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