Società per la raccolta di rifiuti in odor di mafia, scatta l’interdittiva della Prefettura di Reggio

I rapporti tra “Eco Piana”, il suo socio e l’imprenditore Lo Riggio sono emersi nell’ambito dell’indagine della Dda di Catanzaro “Rinascita Scott”

Era stata presentata come la società che avrebbe fatto piazza pulita delle micro discariche a Reggio, con proclami provenienti dal mondo istituzionale: “Lavoreremo per una città più pulita”, “Emergenza rifiuti, un primo passo per la normalizzazione”, ditta, “paradossalmente” individuata per subentrare alla AVR, società che meno di un mese fa è stata commissariata per presunti legami con la ’ndrangheta. A distanza di circa cinque mesi, però, “Eco Piana srl”, con sede legale a Cittanova, la stessa inserita nella White list (elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa) è stata raggiunta da un’interdittiva Antimafia, disposta dal prefetto della città sullo Stretto Massimo Mariani, “sussistendo concreti elementi, che la ditta possa agevolare le attività criminali ed esserne in qualche modo condizionata”.

I rapporti di parentela con la ’ndrangheta. Il quadro informativo emerso dalle attività istruttorie, secondo la Prefettura, “evidenzia l’esistenza di elementi sintomatici di tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi della società”. Una decisione presa sulla base di diversi fattori: i soci, Girolamo e Carmela Guerrisi sono legati da rapporti di parentela stretti con persone indagate per associazione mafiosa. Tra l’altro, Girolamo annovera un curriculum per truffa, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, inquinamento ambientale. I genitori risultano dipendenti della “Eco Piana”, il padre ha precedenti per omicidio colposo, ricettazione, porto abusivo, detenzione di armi, reati contro l’amministrazione e la giustizia, mentre la madre Fortunata Daraco, ha avuto precedenti per sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro. Come se non bastasse i soci di “Eco Piana” sono nipoti di Urbano Deraco, che in passato era ritenuto vicino ai Raso-Gullace-Albanese nel corso della sanguinosa faida con la famiglia Facchineri.

Gli intrecci tra società e l’inchiesta “Rinascita Scott”. Girolamo Guerrisi  dal 7 luglio 2017 al 13 marzo 2019 è stato socio della Cm Ambiente srl con sede legale a Lamezia Terme, quella stessa società emersa nell’ambito delle indagini condotte dai carabinieri del Ros con il coordinamento della Dda di Catanzaro, nome in codice “Rinascita Scott” . Dagli atti emerge il ruolo di “socio occulto” di Mario Lo Riggio, destinatario di una misura cautelare in carcere, indicato come l’imprenditore di riferimento delle cosche vibonesi Fiarè-Razionale-Gasparro e Lo Bianco-Barba. Nel corso delle indagini sono stati registrati numerosi contatti tra Girolamo Guerrisi (non indagato) e Mario Lo Riggio, da cui emerge l’interessamento dello stesso Lo Riggio alla gestione di aziende che si occupano di smaltimento dei rifiuti. In particolare dal tenore delle conversazioni telefoniche captate, Mario Lo Riggio, pur non apparendo formalmente negli assetti societari, né rivestendo incarichi ufficiali, prendeva parte attiva e decisionale alla vita economico-aziendale della società “Cm Ambiente” ed “Eco Piana” al punto da far prefigurare di essere in presenza di un socio occulto. In base alla richiesta di misura cautelare, Lo Riggio intrattiene con Guerrisi rapporti che esulano da quelli che normalmente ci sarebbero tra imprenditori per questioni di lavoro e Lo Riggio “si conferma punto di riferimento per ogni questione che riguarda la società Eco Piana”. C’è anche un ulteriore elemento che ha portato il prefetto a emettere un’ interdittiva Antimafia: “alcuni dipendenti della società risultano gravati da precedenti per associazione mafiosa, truffa, riciclaggio, produzione e traffico di sostanze stupefacenti”. Contro il provvedimento vergato dalla prefettura, la “Eco Piana srl” potrà ricorrere al Tar per far valere le sue ragioni.