Rinascita Scott, il caso Pittelli al Riesame bis e il nodo della lettera di Mantella
E’ durato circa un’ora l’appello cautelare davanti al Tribunale della Libertà di Catanzaro del noto penalista Giancarlo Pittelli, arrestato il 19 dicembre dell’anno scorso, nell’ambito della maxi inchiesta della Dda di Catanzaro, “Rinascita Scott”, attualmente detenuto nel carcere di Nuoro. Un appello contro la decisione del gip Barbarà Saccà che ha bocciato la richiesta di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari fuori regione con l’uso del braccialetto elettronico. I difensori dell’indagato, gli avvocati, Salvatore Staiano e Guido Contestabile, oggi hanno ribadito quello che avevano già scritto nero su bianco sull’istanza con cui hanno chiesto e ottenuto dai giudici del collegio l’anticipo dell’udienza rispetto alla data del 23 aprile, già calendarizzata, rilevando l’emergenza contagio negli istituti penitenziari da Covid-19, come causa di incompatibilità del loro assistito con la misura cautelare in carcere. Ma soprattutto hanno focalizzato la loro arringa difensiva su un fatto nuovo, smontando quanto era stato affermato nel corso del precedente riesame. Ma andiamo per gradi. Il caso Pittelli era già approdato al vaglio del Riesame nel mese di gennaio e quella volta, i difensori avevano chiesto invano al Tdl l’annullamento dell’ordinanza della misura cautelare in carcere. In quella sede i giudici del collegio avevano ritenuto raggiunta la prova che Pittelli avesse rivelato il contenuto dei verbali del pentito Andrea Mantella alla cosca Mancuso di Limbadi. La “prova provata” a parere del Riesame è che l’ex parlamentare di Forza Italia, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, rivelazione e utilizzazione dei segreti di ufficio, sapeva dell’esistenza di una lettera che lo stesso collaboratore di giustizia aveva inviato ai suoi familiari, una missiva che, secondo i giudici, non poteva conoscere nessuno. I difensori davanti al Tribunale del riesame bis, hanno, invece, dimostrato che la notizia di quella lettera non costituisce un inedito, essendo uscita già sui giornali on-line giorni prima rispetto ai fatti contestati a Pittelli, producendo copia della documentazione ai giudici. Il pm antimafia Annamaria Frustaci ha ribadito la misura cautelare in carcere per l’indagato non presente oggi in videoconferenza e il Tribunale della libertà si è riservato sulla decisione.
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