Pusher di 14 anni e spacciatori con il reddito di cittadinanza, espugnato il “fortino” rom di Lamezia

A comandare l’organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di droga era un donna che impartiva le direttive direttamente dal carcere

Un vero e proprio fortino ritenuto fin qui inespugnabile. E’ il popolare quartiere “Ciampa di Cavallo” di Lamezia Terme, prevalentemente popolato da famiglie di etnia rom trasferite nel tempo dall’adiacente campo di Scordovillo, il più grande del mezzogiorno e le cui condizioni di degrado sono state persino oggetto, recentemente, anche di un Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Nel fortino rom di “Ciampa di Cavallo” sono entrati all’alba di oggi oltre 100 militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Catanzaro e di altri reparti della Calabria. Le Fiamme gialle hanno eseguito decine di perquisizioni e notificato diciannove ordinanze di custodia cautelare, tre delle quali nei confronti di minori.




“Scacco alla regina”. Il nome dato al blitz ha un senso preciso perché con questa inchiesta la Procura di Lamezia Terme, che ha coordinato le indagini, ha svelato un quadro sconcertante: a capo dell’organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di droga è risultata una donna, B.C. di 50 anni, che, benchè ristretta in carcere, riusciva a sovrintendere ad una ramificata e capillare catena di spaccio di sostanze stupefacenti all’interno del quartiere. Il suo tramite era un congiunto minorenne, che trasmetteva gli ordini impartiti dal carcere dalla “Regina” ad interi nuclei familiari di etnia rom preposti alla vendita delle dosi di cocaina ed eroina ai tossicodipendenti ammessi, dalle sentinelle, ad accedere nel “fortino”.

Pusher a 14 anni. L’organizzazione, come inequivocabilmente dimostrato anche dalle riprese video effettuate dalle Fiamme Gialle lametine, non esitava ad avvalersi di minori per l’attività di spaccio. Nei confronti di tre di essi, infatti, il gip del Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, aderendo alla richiesta formulata dal Procuratore della Repubblica per i Minorenni del capoluogo calabrese, ha disposto la custodia cautelare in apposite strutture. Coinvolti, addirittura, due minori di età inferiore ai 14 anni e, pertanto, non imputabili. La Procura per i Minorenni di Catanzaro, alla luce di quanto emerso dalle indagini della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, ha avviato le procedure per la richiesta di decadenza della potestà genitoriale al competente Tribunale per i Minorenni.

Spacciatori con il reddito di cittadinanza. Sono in corso gli accertamenti patrimoniali da parte delle Fiamme Gialle lametine sui nuclei familiari coinvolti nelle indagini. Quattro degli arrestati sono risultati fruitori del reddito di cittadinanza, mentre altri 4 indagati fanno parte di nuclei familiari a loro volta percettori della misura di sostegno.

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