Bufera giudiziaria sul Comune di Crotone, misura cautelare per il sindaco e per l’assessore allo Sport

L’inchiesta ruota intorno a presunte irregolarità nella gestione della piscina comunale. Coinvolti amministratori e dirigenti sportivi

Bufera giudiziaria su Comune di Crotone. La Digos ha infatti notificato proprio questa mattina un provvedimento cautelare emesso dal gip del Tribunale di Crotone su richiesta del sostituto procuratore Alessandro Rho che dispone una serie di misure cautelari. Divieto di dimora per il sindaco di Crotone Ugo Pugliese che sarà quindi costretto a lasciare la città. L’inchiesta – da quanto si apprende – ruota intorno a presunte irregolarità nella gestione della piscina comunale e, in particolare, riguardo ad un affidamento diretto.

Gli indagati. Nel mirino della Procura sono finiti anche l’assessore comunale allo Sport Giuseppe Frisenda, l’ex funzionario del Comune, Emilio Ape, già presidente del Consorzio Daippo che ha gestito l’impianto fino ad agosto; Daniele Paonessa, delegato provinciale del Coni; il dirigente dell’area tecnica del Comune, Giuseppe Germinara. A vario titolo, di abuso d’ufficio e turbativa d’asta. Indagati e a piede libero: l’ex assessore all’Urbanistica, Salvatore De Luca e l’ex responsabile del settore Lavori pubblici, Gianfranco De Martino.

L’inchiesta. L’accusa di abuso d’ufficio viene contestata all’ex dirigente del settore Lavori Pubblici del Comune di Crotone Gianfranco De Martino e a quello attualmente in carica Giuseppe Germinara, in concorso con il sindaco Ugo Pugliese, poiché alla scadenza della convenzione con il consorzio Daippo, avvenuta nel settembre 2013, non avrebbero adottato alcun “provvedimento di cessazione e risoluzione dei rapporti giuridici” relativi alla piscina comunale prorogandone tacitamente la gestione né avrebbero “esercitato poteri di ispezione e controllo contabile” sulla piscina per recuperare le spese relative alle utenze dell’impianto che la legge pone a carico del concessionario ma anzi avrebbero ordinato la liquidazione delle fatture relative al consumo di energia elettrica, gas e acqua.
Di fatto il Comune avrebbe pagato le spese di gestione al posto del Consorzio Daippo, concessionario della gestione della piscina. Dal canto suo il sindaco Pugliese, in carica dal giugno 2016, avrebbe “istigato i dirigenti comunali a non esercitare i poteri dirigenziali” di cessazione dei rapporti giuridici e di ispezione e controllo e ad “esercitare invece quello di liquidazione delle fatture”.
Per quanto riguarda l’accusa di turbativa d’asta l’assessore allo Sport Frisenda e il rappresentante del consorzio Daippo Daniele Paonessa si sarebbero accordati, dopo la scadenza della convenzione, per procedere all’affidamento diretto della piscina. Lo stesso Paonessa e l’ex assessore ai Lavori Pubblici Salvatore De Luca, “in qualità di intermediario di Pugliese”, si sarebbero accordati sul contenuto di una parte rilevante della successiva convenzione che avrebbe disciplinato l’affidamento del servizio pubblico di gestione della piscina”. In particolare avrebbero concordato “l’immediata riapertura dell’impianto e la definizione delle tariffe che il consorzio avrebbe dovuto applicare al pubblico nella gestione del servizio”.