Autobomba a Limbadi, difetto di notifica fa slittare l’udienza preliminare. Clamorosa protesta della Scarpulla

La mamma di Matteo Vinci non ci sta e decide di protestare occupando simbolicamente la caserma dei Carabinieri di Limbadi

Difetto di notifica e udienza preliminare slittata al 21 giugno. E’ quanto accaduto questa mattina a Catanzaro dove il gup distrettuale avrebbe dovuto decidere se mandare a processo o meno le cinque persone coinvolte nell’inchiesta “Demetra” che fa luce sull’autobomba che il 9 aprile dello scorso anno è costatata la vita al 42enne Matteo Vinci e il ferimento del padre Francesca. Il rinvio si è reso necessario a causa della mancata notifica a una delle persone indagate, Lucia Di Grillo, una delle due figlie di Rosaria Mancuso.

La protesta. L’episodio è stato accolto con rabbia e amarezza da parte di Rosaria Scarpulla, la madre di Matteo che in segno di protesta si è recata alla Stazione dei carabinieri di Limbadi per una simbolica occupazione. Il processo è stato dunque rinviato al prossimo 21 giugno quando davanti al gup compariranno, notifiche permettendo, Rosaria Mancuso, il marito Domenico Di Grillo, le figlie Lucia e Rosina Di Grillo e Vito Barbara, tutti di Limbadi. A vario titolo devono rispondere dei reati di omicidio aggravato dalle modalità mafiose, tentato omicidio, detenzione di armi.

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