Agguato a Piscopio, Massimo Ripepi assassinato con tre colpi di pistola
Tre colpi di pistola calibro 7,65 che lo hanno attinto alle spalle ed in organi vitali. Così è stato ucciso domenica all'ora di pranzo nel centro abitato di Piscopio Massimo Ripepi. Secondo le indagini condotte congiuntamente dalla Compagnia dei carabinieri e dalla Squadra Mobile di Vibo il killer avrebbe sparato una decina di volte e sempre all'indirizzo del 42enne. Si attende l'esito dell'autopsia in programma domani per definire meglio i dettagli del delitto.
L'agguato. Gli inquirenti hanno però le idee chiare sulla dinamica e nelle ore immediatamente successive all'omicidio hanno raccolto diverse testimonianze che hanno permesso di ricostruire le varie fasi dell'agguato. Il sicario è entrato prima nel circolo ricreativo dove la vittima si trovava in compagnia di altre persone e ha completato la sua missione per strada dopo aver inseguito l'uomo sparandogli contro una decina di proiettili e colpendolo tre volte. Poi si è dileguato a bordo di un'auto verso lo svincolo autostradale delle Serre attraverso la provinciale che conduce in fondo alla zona del Mesima. Da chiarire se il killer abbia agito da solo o con l'ausilio di qualche complice.
Caccia al movente. Intanto, oltre all'autopsia, si attendono gli esami dello stub ai quali sono state sottoposte alcune persone e, tra queste, anche uno dei figli di Massimo Ripepi. E' sempre caccia al killer e al movente con gli inquirenti che non tralasciano alcuna pista ma escludono quella che conduce alla criminalità e con il passare delle ore tendono a restringere il cerchio delle indagini. Tra tanti dubbi, una delle poche certezze è che l'omicidio del 42enne sia maturato nell'ambito della sua sfera privata.
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