"Dammi un accendino che devo ammazzare qualcuno", le ultime parole del killer di Nicotera
di MIMMO FAMULARO
Ha ordinato una birra al bancone, poi ha chiesto un accendino per una sigaretta aggiungendo la frase "che devo ammazzare qualcuno", quindi si è allontanato recandosi in spiaggia per sparare a Francesco Timpano. La quiete prima della tempesta al lido "Il Gabbiano" di Nicotera Marina. Sono passate da poco le 15 di venerdì 12 agosto, fa caldo e la spiaggia è affollatissima, quando un giovane in t-shirt rossa entra nello stabilimento balneare, fa un'ordinazione al bancone, si accomoda nella veranda e, visibilmente agitato, chiede un accendino per accendere una sigaretta ad uno degli avventori presenti nella veranda. Sono gli attimi che precedono l'omicidio descritti dalle testimonianze di chi quel giorno era presente nel lido e ha anche incrociato il killer. Non hanno dubbi i carabinieri della Compagnia di Tropea guidati dal maggiore Dario Solito che hanno condotto le indagini sotto il coordinamento della Procura di Vibo. A sparare e ad uccidere il 45enne di Limbadi è stato Giuseppe Olivieri, 36 anni di Nicotera, fratello più grande di Francesco, detto Ciko. Ieri sera si è consegnato presentandosi, accompagnato dal suo legale di fiducia, l'avvocato Schimio, alla caserma di Nicotera. Non ha detto nulla, è rimasto in silenzio. Per lui parlano però le testimonianze di quanti lo hanno visto in azione quel drammatico pomeriggio del 12 agosto. Immortalato dalle telecamere di videosorveglianza è stato subito identificato praticamente nell'immediatezza del fatto.
La testimonianza della moglie di Timpano. Drammatiche le dichiarazioni fornite agli inquirenti dalla moglie di Francesco Timpano, colpito alle spalle da sei colpi di pistola. La donna riferisce agli investigatori che, nel mentre suo marito la precedeva, lei si voltava ed immediatamente udiva dei colpi d'arma da fuoco. Notava quindi Francesco Timpano per terra ed un soggetto di sesso maschile che aveva in pugno una pistola "ancora fumante". Lo descrive di corporatura robusta, con capelli rasati con occhiali da sole. E' il primo identikit del killer.
Il pedinamento Prezioso anche il contributo del figlio di Francesco Timpano, Domenico, il quale racconta ai carabinieri che nel pomeriggio prima dell'omicidio aveva notato una "Volkswagen Golf V" di colore "grigio topo" transitare per cinque o sei volta sulla strada provinciale della sua abitazione. Una dinamica strana e riferita anche al padre. Movimenti ritenuti da entrambi "sospetti".
Il racconto del titolare del lido. La maglietta rossa indossata dal killer è un particolare non secondario confermato anche dal titolare del locale che racconta di aver visto Olivieri aggirarsi all'interno dello stabilimento dopo aver ordinato una birra e di averlo anche incrociato dopo aver sentito gli spari mentre uscita repentinamente dal lido correndo verso il lungomare. Sul luogo del delitto i carabinieri hanno successivamente refertato sei bossoli di pistola calibro 7,65 ed una bottiglia di birra.
La precisazione del titolare del lido. "Con riferimento all'articolo da voi pubblicato in data 21 agosto 2018, con titolo "Dammi un accendino che devo ammazzare qualcuno", le ultime parole del killer di Nicotera" sul sito www.zoom24.it, chiedo la rettifica del passo "Il racconto del titolare del lido", in quanto la vera versione di ciò che ho visto è la seguente: il giorno del fatto omicidiario al bar del mio lido è venuto un soggetto con una maglia rossa, soggetto che non conoscevo e non potevo pertanto associare al nome Giuseppe Olivieri, gli ho servito una birra al bancone e mi sono seduto nuovamente sulla veranda anteriore del lido "lato lungomare"; successivamente, udito gli spari mi sono alzato ed ho visto un soggetto con la maglia rossa uscire dal lido a passo veloce ed allontanarsi sul lungomare".
Le telecamere. Ad immortalare tutto sono le immagini dell'impianto di videosorveglianza installate nello stabilimento balneare. Dalla visione dei filmanti i carabinieri riconoscono in Giuseppe Olivieri l'assasino di Francesco Timpano. Si vede il 36enne ferire mortalmente con diversi colpi di pistola la vittima e lo stesso fuggire via prima di corsa e poi attraverso una Fiat Panda di colore bianco. La stessa che poche ore dopo verrà trovata abbandonata in una frazione di Ricadi.
L'interrogatorio. Attesa adesso per l'interrogatorio al quale Giuseppe Olivieri sarà sottoposto domani mattina dal gip del Tribunale di Vibo. Dopo essersi consegnato ai carabinieri, ora si trova in carcere a Vibo, chiuso nel silenzio assoluto.
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