Caso Vibonese, il Coni fissa l'udienza e convoca le parti. Scende in campo il Comune
Reagiscono tutte le forze politiche e i relativi rappresentanti. Parole forti quelle di Russo (Pd), Pilegi (Mdp), Lo Bianco (FdI-An) e De Filippis che definisce Gravina e Tavecchio due bulli
Non prima della prossima settimana, il Collegio di garanzia del Coni terrà l'udienza nel corso della quale sentirà le parti in relazione al ricorso promosso dalla Figc e dalla Lega Pro contro la Vibonese e il provvedimento di reintegra in Serie C. Prima di decidere su un'eventuale sospensiva, i giudici puntano ad ascoltare i protagonisti di una vicenda che si protrae ormai da inizio estate. La società attende di conoscere il giorno e l'orario dell'udienza. Nel frattempo, scendono in campo anche i rappresentanti istituzionali. Dopo le dure parole del tecnico rossoblù Sasà Campilongo, il sindaco Elio Costa ha contattato il presidente Caffo, convocato una riunione di maggioranza e chiesto al presidente del Consiglio comunale Stefano Luciano di convocare un'assemblea aperta ai tifosi allo stadio Luigi Razza.
Acqua sul fuoco. Toni dunque più distesi tra società e Amministrazione. "La dirigenza della U.S. Vibonese, dopo un colloquio particolarmente gradito, prende atto con estremo piacere che il Comune di Vibo ha deciso di muoversi, per perorare la causa rossoblù nelle sedi opportune". Questo l'incipit della nota con la quale ufficialmente si stemperano i toni tra le due parti. "Nell’incontro di stamattina - si scrive - l’assessore allo Sport, Francesco Pascale, ha ribadito che già da ieri l’Amministrazione comunale si è attivata attraverso i propri canali a sostegno della Vibonese, alla quale ha espresso solidarietà e vicinanza, ribadendo il proprio apporto anche con fatti concreti, dopo aver preso atto della situazione assurda che si sta verificando ai danni del club". "La Vibonese, pertanto, ringrazia il sindaco Costa e l’assessore Pascale per l’interessamento, consapevole che solo attraverso un progetto unitario si possono far rispettare le proprie istanze e veder riconosciute le proprie ragioni, fra l’altro sancite da quasi due settimane da una sentenza della Corte Federale d’Appello. La squadra appartiene alla città ed ai vibonesi. Da parte di tutti, istituzioni comprese, vi deve essere uno scatto d’orgoglio a difesa della Vibonese. Anche per questo registriamo compiaciuti la vicinanza dell’Amministrazione comunale, del sindaco Costa, dell’assessore Pascale, auspicando un esito positivo della vicenda che ha avuto una vasta eco in ambito nazionale".
Il Pd. "A Vibo Valentia - sostiene il capogruppo Pd in Consiglio comunale Giovanni Russo - lo sport ha una funzione che va ben al di là di quella meramente sportiva. Non è semplice descrivere il legame “speciale” che unisce Vibo Valentia e la sua squadra di calcio. Ridurre la Us Vibonese ad una “semplice” società sportiva è una forzatura che non rende onore al valore sociale e culturale del club rossoblù. E’ il calcio, che fa sentire viva una comunità e al contempo la ravviva. E' anche grazie al calcio e, allo sport in generale, che negli ultimi anni la nostra città ha avuto un piccolo riscatto sociale. In questi giorni a causa di un atteggiamento al quanto ostile , per un ideale braccio di ferro che vede coinvolti la Vibonese, la Lega Pro e la FIGC, si sta vivendo una situazione paradossale. E’ vero, la Vibonese calcio (fondata nel 1928) non è un top club, non raccoglie allo stadio migliaia di tifosi, non attrae network tv, ma il diritto è diritto, soprattutto se, come italiani, ci vantiamo di vivere e muoverci in uno Stato di diritto. Peccato, però, che nel caso della Vibonese, questo “diritto” non solo stia venendo a mancare, ma non venga neppure reso “esecutivo”. Pur in presenza di una sentenza che prevede per la Vibonese il “diritto” di essere ammesso in Lega Pro (serie C ). Figc e Lega Pro, sembra stia per chiedere al Collegio di garanzia, in via cautelare, la “immediata sospensione dell’efficacia della decisione, da concedersi anche mediante decreto presidenziale in attesa della decisione collegiale e di accogliere il ricorso con il conseguente annullamento della decisione impugnata. Se il Collegio giudicasse ammissibile il ricorso, la Vibonese tornerebbe in Serie D. Questo significherebbe mortificare non solo una società tra le più sane presenti, ma anche e soprattutto una città intera".
Mdp. "Come cittadini - sostiene Loredana Pilegi - ancor prima che come consiglieri comunali, non possiamo che essere indignati per il trattamento che la città di Vibo sta subendo in merito alla riammissione della vibonese in Lega Pro . Se mai ce ne fosse bisogno tutto questo conferma la marginalità della nostra città , ed è estremamente grave il silenzio del sindaco sulla vicenda . Noi, nei limiti del nostro ruolo, abbiamo contattato i vertici nazionali di mdp affinché la vicenda possa avere un risalto a livello nazionale . Forza Vibonese, tutti uniti in questo momento al di là dei colori".
L'affondo di De Filippis. "Sta passando un cattivo messaggio - attacca Vincenzo De Filippis, che interviene nella veste di tifoso - chi opera nella legalità, trasparenza e correttezza sbaglia e viene bistrattato. Conviene, secondo tale logica, fare i furbetti. Noi educatori insegniamo ogni giorno agli studenti che bisogna rispettare le regole. Fatti come questi "insegnano", invece, che chi si comporta correttamente viene danneggiato". E ancora: "Gravina e Tavecchio stanno adottando un atteggiamento da bulli. Sanno di avere torto ma vanno avanti ugualmente. Per fortuna un'intera comunità, quella vibonese, si sta mobilitando. Ed anche la politica sta iniziando a farlo. La nostra Vibonese - conclude De Filippis - è l'emblema di una città che sta reagendo. E questa motivazione fa da pungolo pure per altri fenomeni che affliggono il territorio. Caffo e Beccaria sono riusciti a far riscoprire l'orgoglio vibonese. Nessuno adesso deve rimanere in silenzio mentre si consuma una palese ingiustizia. Lo sport è correttezza, lealtà e voglia di misurarsi. Un'idea che cozza con quella di Gravina e Tavecchio, due bambini presuntuosi".
FdI-AN. "Neanche in un film di fantascienza - scrive Anthony Lo Bianco - ritroviamo una trama così ampia e articolata, come quella che sta vivendo l’intera popolazione vibonese, i suoi tifosi, e l’intera società rossoblu. Esordisce così il coordinatore cittadino di FDI-AN, Anthony Lo Bianco, con riferimento alla riammissione della Vibonese in serie C ed il ricorso presentato da Figc e Lega Pro. Il ricorso presentato al Collegio di Garanzia del Coni da Figc e Lega Pro, per ottenere una sospensiva della sentenza emessa dal Caf, la quale ha disposto la riammissione della Vibonese in serie C, lascia trapelare un vero e proprio senso di odio, volto a danneggiare una società sana, come quella della Us Vibonese. Da tifoso della squadra di calcio più importante della provincia di Vibo Valentia, mi sento preso in giro da questa situazione. La Vibonese è retrocessa ma ci sono state gravi irregolarità nelle altre società come già stato confermato, tant’è che la sentenza parla chiaro e dice a lettere cubitali che la Vibonese calcio deve tornare in serie C e che il Messina retroceda nei dilettanti. Lo sport senza ombra di dubbio, sta alla base dello sviluppo della società moderna, rappresentando un momento di aggregazione e strumento di crescita sociale.
Giorno dopo giorno il presidente Pippo Caffo ed il direttore generale Danilo Beccaria, portano avanti questa attività con onore, rendendo orgogliosi l’intera cittadinanza.
Non posso che accodarmi ai tanti tifosi, che sperano, che ci sia spazio anche per noi in Lega Pro".
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